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Pac, la cooperazione è la chiave del futuro |
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Fischer Boël: «Bisogna investire sulla qualità» |
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ROMA (4 febbraio 2008) – Si è svolto oggi a Roma un importante incontro sul tema “Lo stato di salute della Pac”, occasione nel quale è stato presentato il documento unitario delle Cooperative italiane al commissario europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boël. L’Italia punta sulla cooperazione, quale strategia per accrescere la competitività in ambito europeo. Mariann Fischer Boël Ocm vino, disaccoppiamento, biocombustibili, alcuni dei temi trattati dalla commissaria europea all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Mariann Fischer Boël, durante il convegno “La cooperazione italiana nel futuro |
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| dell’agricoltura europea”, organizzato dal Coordinamento delle centrali cooperative agricole e agroalimentari (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital e Ascat Unci). Per quanto riguarda l’Ocm vino, Fischer Boël ha detto: «È stato un bambino molto difficile da partorire, ma la risposta giusta non è quella di tenere tutto legato alla burocrazia. Mi aspetto che il settore vitivinicolo sia in grado di sfruttare i cambiamenti». Il commissario Ue ha poi affrontato il tema del disaccoppiamento: «Bisogna fare investimenti sulla qualità anziché sulla quantità – ha ricordato –, per lasciare l’accoppiamento solo in specifiche regioni, sgravando gradualmente il bilancio comunitario da tutti i pagamenti accoppiati». Non a caso, poi, ha puntato il dito sui fondi ricevuti da Bruxelles per la Pac: «La commissione Agricoltura ha ricevuto 88 miliardi di euro, che è molto meno di quanto richiesto». Infine, tra i punti toccati da Fischer Boël le potenzialità offerte all’agricoltura dallo sviluppo del mercato dei biocombustibili di seconda generazione. Paolo De Castro «L’Italia deve fare uno sforzo di sintesi per farsi sentire in Europa, in vista del dibattito sullo stato della Politica agricola comune». Lo ha spiegato il ministro in vista del dibattito sull’Health Check che si concluderà probabilmente sotto la presidenza francese. «È importante che tutta la filiera italiana si attrezzi velocemente sulle novità che saranno introdotte». Il ministro ha ribadito ancora una volta la necessità di rafforzare tutta la componente commerciale del made in Italy. «Abbiamo dei prodotti straordinari la cui qualità deve essere accompagnata da una capacità commerciale – ha spiegato – le organizzazioni Cooperative hanno sicuramente gli strumenti per poter rafforzare la filiera agroalimentare sul mercato mondiale». De Castro ha dichiarato inoltre che l’Health Check rappresenta l’avvicinamento all’obiettivo del 2013 di tutte le filiere agroalimentari che non avevano ancora subito la riforma del 2003. «Plaudo – ha proseguito il ministro – all’iniziativa delle quattro centrali cooperative che oggi, rappresentate dal commissario Fischer Boël, presentano un documento unitario sulla riforma dell’Health Check. Mi auguro che tramite questo studio si possa avviare un percorso che tutte le organizzazioni possano seguire per arrivare ad un documento condiviso». Il principio della cooperazione, ha ricordato il ministro dell’Agricoltura, è anche alla base delle riforme del settore ortofrutticolo e di quello vitivinicolo realizzate di recente. Coordinamento delle centrali cooperative agricole Proprio sull’aspetto della cooperazione arriva il commento del presidente del Coordinamento delle centrali cooperative agricole ed agroalimentari, Paolo Bruni: «siamo disponibili ad appoggiare ogni innovazione che sia orientata alla competitività e ad un nuovo patto con i cittadini attraverso la qualità e la rintracciabilità dei prodotti, la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale e il benessere degli animali». «Le organizzazioni cooperative – ha chiarito Bruni – chiedono che nell’attuazione degli obiettivi comunitari sia affidato un ruolo centrale per la gestione del mercato alle organizzazioni dei produttori. Si tratta di estendere il modello ortofrutticolo alla gran parte dei settori produttivi restituendo agli stessi produttori la responsabilità di adottare misure rivolte al perseguimento dell’equilibrio tra domanda ed offerta, della valorizzazione della qualità, dello sviluppo competitivo». Il coordinamento delle centrali cooperative ha fatto presente, inoltre, la necessità di approfondire alcune tematiche: i cereali, il pagamento unico aziendale, i limiti massimi al sostegno e le quote latte. Su questo ultimo tema, il Coordinamento rileva che le conclusioni della Commissione sono state troppo ottimistiche nell’immaginare una domanda in aumento sia sul piano interno sia per l’esportazione. «Un terremoto come l'abolizione delle quote latte – ha concluso – provocherebbe una destrutturazione dell’intero settore». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||