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Ogm, Ue verso il sì a importazioni, ma frena su colture

 

I 27 ministri dell’Agricoltura oggi decideranno su cinque nuove piante

 
   

ROMA (18 febbraio 2008) - Gli uffici del commissario europeo alla Salute, Markos Kyprianou, hanno proposto agli esperti della Sanità dei 27 Paesi membri l’autorizzazione di due nuovi prodotti transgenici da immettere sul mercato europeo e da destinare alla trasformazione. Si tratta del cotone LLCotton25 e della soia A2704-12, che hanno già ottenuto il parere favorevole dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Le due procedure sono state presentate per discussione ai 27 nell’ambito del Comitato europeo per la catena alimentare, e sulla base dei risultati del confronto i responsabili della Commissione Ue per il settore decideranno o meno se passare ai voti. Se per cotone e soia transgenici

Patata Ogm
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inizia una nuova procedura, si sta per concludere invece l’iter autorizzativo di cinque piante Ogm, che oggi verranno sottoposte all’esame dei ministri dell’agricoltura europei. Si tratta dei residui della patata transgenica della multinazionale Basf, dell’importazione dei chicchi di granturco della Syngenta e di altri tre mais transgenici della Monsanto. Con queste scelte la Commissione Ue sembra inviare un messaggio ai partner mondiali: si può continuare nel processo di autorizzazione degli Ogm da commercializzare in Europa, trasformandoli soprattutto in mangimi a basso costo, ma bisogna frenare sulle procedure relative alla coltivazione di alimenti geneticamente modificati. La procedura per la coltivazione della patata biotech Amflora è, invece, sempre bloccata all’esecutivo Ue. La stessa Francia sembra seguire questa tendenza dopo la decisione presa la scorsa settimana di vietare la coltura del mais Ogm Mon810. Tuttavia sul futuro del biotech agroalimentare l’Europa continua a navigare a vista. In una recente intervista Barbara Helfferich, portavoce del commissario europeo all’Ambiente Stavros Dimas, ha ammesso: «Siamo ancora in una situazione d’impasse, alla ricerca del modo nel quale si possono autorizzare gli Ogm con la più grande sicurezza». Più in particolare, ha aggiunto: «Ci sono momenti in cui la scienza non ci può dare tutte le risposte e in quel frangente sono i politici che devono decidere e le decisioni devono sempre tener conto dell’analisi del rischio». In realtà i cinque Ogm sottoposti oggi al vaglio dei 27 non riuniranno quasi certamente né una maggioranza a favore né una contraria e i dossier ritorneranno alla Commissione europea che potrà decidere autonomamente e definitivamente. Un nuovo dibattito di orientamento sugli organismi transgenici alla Commissione europea è, invece, in programma per marzo, ma Bruxelles non ha atteso quel confronto per decidere il 31 gennaio di mettere sotto accusa la Polonia per mancato rispetto della normativa europea in materia. Sull’Ue pesa anche il rischio di sanzioni alla Wto per la lentezza delle procedure di autorizzazione degli Ogm. I dossier sul tavolo ministeriale sono importanti in quanto riguardano in primo luogo il via libera all’uso dei residui della lavorazione della superpatata Amflora EH92-527-1 nella produzione di mangimi per animali. Ai ministri verrà chiesto chiesto di estendere l’autorizzazione di prodotti derivati dal mais GA21 ai chicchi di mais così da permetterne l’importazione dai paesi terzi. Infine i 27 dovranno pronunciarsi su tre ibridi di mais destinati essenzialmente alla alimentazione animale.

 

 

 
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