Home Informazione Eventi & Sagre Multimedia Scaffale  
   

Acqua, dal Po irrigazioni per un terzo del made Italy

 

L’Anbi si oppone alla privatizzazione e difende l’azione dei consorzi

 
   

ROMA (12 febbraio 2008) - L’acqua c’è ed è di tutti, semmai andrebbe gestita meglio perché rappresenta un fattore di competititività per l’agroalimentare, considerato che oltre un terzo del valore del made in Italy alimentare dipende, per esempio, dalle irrigazioni provenienti dalle acque del Po. La questione della gestione delle risorse idriche italiane è da anni al centro di polemiche soprattutto “estive”, quando il livello dei fiumi è più basso e si profila il rischio siccità. «Non deve essere una questione solo stagionale – spiega Ansa Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (Anbi) – siamo contrari ad ogni tentativo di privatizzazione, spesso ammantato da una strumentale

Fiume Po
.
 
 
 
 
 
 
 

interpretazione della Direttiva Europea sulle Acque che non vuole certo creare un mercato idrico attraverso una governance determinata dai costi ma affermare una diretta partecipazione degli utenti secondo quel principio di sussidiarietà rappresentato da esperienze, come quella dei Consorzi di bonifica e di irrigazione». Non si mettano in discussione questi enti, secondo Gargano, «questo non solo contrasta con gli indirizzi comunitari ma significa esporre il mondo rurale ad ulteriori rischi di penalizzazione economica, quello che serve è un Piano Nazionale degli invasi». Il mondo rurale è legato a doppio filo a una corretta gestione idrica. Secondo i dati dell’ultimo Censimento dell’Agricoltura, la produzione lorda irrigua rappresenta l’83,7% di quella totale agricola nazionale. Le acque del fiume Po condizionano da sole 1/3 del valore del made in Italy agroalimentare. Nel bacino del principale fiume italiano infatti, si coltiva il 70% delle pere, il 50% delle pesche, dei kiwi e dei pomodori da conserva, il 30% delle albicocche, dei meloni e dell’insalata e il 20% delle ciliegie. Quella del Po è una situazione di criticità idrica ripetutamente denunciata dall’Anbi, dalla quale dipende la vita di interi settori, come quelli dello zucchero e del riso ed è indispensabile per la coltivazione del granoturco che diviene alimentazione per gli oltre 5 milioni di maiali destinati a diventare prosciutti di San Daniele e Parma e per gli oltre 4 milioni di vacche, il cui latte è elemento base per la produzione di formaggi come il Grana Padano, il Parmigiano reggiano e il Provolone. L’Italia, secondo i dati Anbi, è uno dei Paesi europei con la più elevata percentuale di Sau (Superficie agricola utilizzata) irrigata: 3.363.273 ettari ‘bagnati’ dai Consorzi di bonifica e di irrigazione (di cui oltre 2 milioni al Nord, 121 mila ettari al Centro e quasi 900 mila ettari al Sud), con oltre 933.000 ettari serviti da impianti a pressione ed il restante da canalette a cielo aperto.

 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
Regione Siciliana