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Pac, l’Italia è la cenerentola degli aiuti Ue

 

Riceve il 48% in meno della Germania e il 18% della Francia

 
   

ROMA (22 febbraio 2008) - Paese che vai, aiuti che trovi. Così potrebbe essere modificato il famoso detto in riferimento agli aiuti comunitari che l’Unione europea, in base alla Politica agricola comune (Pac), eroga agli agricoltori. I contributi, infatti, si differenziano per coltivazione e anche per Paese. E l’Italia è il fanalino di coda dei 27 Paesi Ue per aiuti percepiti per ettaro, con uno scarto del 48% rispetto alla Germania e del 18% rispetto alla Francia. È quanto emerge da uno studio condotto dal Centro Studi di Cremonafiere che verrà presentato nel corso della manifestazione Vegetalia che si aprirà domani a Cremona. «Ogni ettaro di superficie agricola coltivata in Italia riceve un aiuto comunitario di 159 euro – ha

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spiegato Ermanno Comegna, responsabile del Centro Studi – contro 193 della Francia e addirittura 303 della Germania, ciò significa che un ettaro di superficie coltivata in Italia beneficia di un contributo inferiore del 18% rispetto alla Francia e del 48% rispetto alla Germania». L’origine della disparità è da ricondurre alla riforma della Pac del 2003, anno in cui il sostegno comunitario si è slegato dalla produzione agricola effettiva, restando collegato agli ettari coltivati e calcolato in base alle rese storiche degli anni precedenti. Per Paesi come Francia e Germania, che potevano contare su rese ettariali più cospicue di quelle italiane, sono stati definiti aiuti ad ettaro più alti di quelli di altri Paesi comunitari. Lo studio ha analizzato anche la ripartizione dei contributi pagati ad ogni singola azienda agricola e, anche in questo caso, emergono profonde differenze da Paese a Paese. «Prendendo in considerazione come unità di misura le aziende agricole e non gli ettari coltivati - ha proseguito Comegna – in media un’azienda agricola italiana incassa da Bruxelles un assegno di 1.265 euro all’anno, sotto forma di aiuti disaccoppiati; in Francia il premio medio per azienda è di 13.900 euro, mentre in Germania si sale fino a 14.295 euro». La differenza, in questo caso, è presto spiegata a causa del nanismo del settore agricolo italiano caratterizzato da un alto numero di imprese di piccola o media dimensione. In Italia, secondo i dati del Centro Studi cremonese, ci sono 2,2 milioni di aziende beneficiarie degli aiuti Pac che presentano, ogni anno, una domanda di pagamento, mentre in Germania sono meno di 400.000 e in Francia poco più di 400.000. Se la differenza dell’aiuto Ue pagato ad azienda si spiega con la carenza tutta italiana nell’organizzazione delle imprese, la difformità di trattamento nel caso dell’aiuto per ettaro, secondo Comegna, è il risultato di una politica agricola europea che, in passato, ha privilegiato settori produttivi e modelli di produzione come quelli presenti in Germania e in Francia, «prestando più attenzione alla quantità che alla qualità, alla produttività che alla sostenibilità».

Ecco una tabella, elaborata dal Centro Studi di Cremonafiere, che mostra le differenze relative ai pagamenti Ue ad ettaro e per singola azienda:

Paese

Aiuti Pac
(euro per ettaro)

Aiuti Pac
(euro per azienda)

Italia

159

1.265

Francia

193

13.900

Germania

303

14.295


 

 

 
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