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Crollano i redditi delle imprese toscane

 

Anche nel 2007 il reddito è sceso ancora (-0,9%)

   
   

FIRENZE (6 febbraio 2008) - Dal 2000 gli agricoltori della Toscana, ma non solo, sono gli unici lavoratori “autonomi” chenon hanno visto crescere i loro redditi. E anche nel 2007 il reddito agricolo è sceso dello 0,9% (-10,4% nel 2005 e -3,4% nel 2006). È quanto sottolinea la Cia Toscana sulla difficile realtà dei redditi agrari. «Viceversa ­– aggiunge l’organizzazione – sono cresciuti a dismisura i costi (+ 6,1% nello scorso anno) e gli adempimenti burocratici, in grado di paralizzare l’attività imprenditoriale». «Le aziende continuano a registrare un trend fortemente negativo sotto il profilo dei redditi – afferma Giordano Pascucci, presidente della Cia regionale –. Una tendenza che dura da anni, ormai, e che non lascia

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intravedere una svolta positiva. La Toscana è in linea con le altre regioni; e l’Italia a livello europeo occupa posizioni da fine classifica, visto che dietro abbiamo solo Malta, Grecia, Portogallo e Romania». Di diverso tenore invece i dati relativi ai Paesi principali concorrenti, Spagna e Francia. La causa di questa differenza? «Nel 2007 la nostra agricoltura – sottolinea Pascucci – non ha recepito i benefici di un corso favorevole dei prezzi dei prodotti agricoli a livello internazionale. A questo si devono aggiungere maggiori costi: del prezzo dei mangimi (13-15%), del caro petrolio (+ 38% rispetto al 2005)». Le difficoltà dell’Italia sono ormai di natura strutturale, a partire dall’organizzazione economica e di filiera del sistema agroalimentare. Da qui l’esigenza di una conferenza nazionale sull’agricoltura, già in programma per la primavera prossima, ma che è destinata a slittare a causa delle elezioni politiche. La Cia Toscana auspica che fra gli impegni che si prenderanno le forze politiche durante questa campagna elettorale, «l’agricoltura sia tenuta in piena considerazione, e che la conferenza possa svolgersi in tempi brevi, magari nel prossimo autunno, per mettere in atto ulteriori politiche e strategie pluriennali e strutturali con l’obiettivo di rilanciare la competitività delle imprese agricole e rafforzare il reddito degli agricoltori». «La strada per rilanciare la competitività del nostro sistema agroalimentare – continua il presidente della Cia Toscana – passa necessariamente nella valorizzazione della qualità. D’altra parte, proprio la qualità e la distintività del nostro agroalimentare sono gli elementi fondamentali sui quali puntare per aggredire sempre di più i mercati esteri». E poi «indubbiamente – conclude il presidente della Cia – il problema della competitività è tutto interno al nostro Paese».

 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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