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Maltempo, col gelo possibili danni a frutta estiva

 

Coldiretti: «Vigilare sui prezzi contro possibili aumenti e speculazioni»

 
   

ROMA (19 febbraio 2008) - Il brusco abbassamento delle temperature preoccupa gli agricoltori per i danni che potrebbe provocare alla produzione di frutta estiva, con le piante di pesco e mandorlo già in fiore soprattutto al sud. Lo afferma Coldiretti che sottolinea come il mese di gennaio 2008 sia il sesto tra i mesi di gennaio più caldi degli ultimi duecento anni. «Anche la mimosa – scrive Coldiretti – ha più di due settimane di anticipo rispetto all’8 marzo». E con il freddo di questi tre giorni, l’organizzazione agricola invita a vigilare sulle possibili speculazioni sui prezzi della frutta e verdura. «Con i prezzi della frutta e verdura che aumentano del 300% dal campo alla tavola occorre vigilare affinché l’ondata di maltempo con

Gelate
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l’arrivo del gelo non diventi la miccia per far esplodere il fenomeno della speculazione». Il riferimento delle affermazioni della Coldiretti è ai risultati delle analisi dell’Antitrust che sottolineano come «i centesimi pagati agli agricoltori per la verdura diventano euro, al mercato, per i consumatori. Mentre il brusco abbassamento delle temperature preoccupa soprattutto per i danni che potrebbe provocare alla frutta estiva». «Occorre intensificare l’attività di vigilanza perché – denuncia la Coldiretti – sono praticamente scomparsi dai banchi di vendita della frutta e verdura i cartellini che devono riportare obbligatoriamente oltre al prezzo la provenienza, la varietà ed il livello qualitativo per consentire ai consumatori di fare i necessari confronti». La mancanza delle etichette con l’indicazione dell’origine impedisce, secondo l’organizzazione agricola, «di fare scelte consapevoli e di capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese. Di fronte alle trappole del mercato in agguato, per fare acquisti di qualità al giusto prezzo la Coldiretti ha elaborato un vademecum per la frutta e verdura che consiglia di verificare l’origine nazionale per essere sicuri della stagionalità, di preferire le produzioni locali». In Puglia, ad esempio, come evidenzia la stessa organizzazione agricola, «agli agricoltori sono offerti 0,35euro al chilo per le cime di rapa, 0,15euro al chilo per i broccoli, 0,12euro al chilo per la bietola, mentre la cicoria non riesce a trovare mercato». Mentre secondo una rilevazione della Coldiretti nella stessa regione «occorrono mediamente da 0,80 centesimi a 1 euro per garantirsi gli stessi prodotti».

Per i consumatori Il Codacons mette a disposizione dei cittadini che vogliano segnalare aumenti ingiustificati dei prezzi nel settore ortofrutticolo il numero verde gratuito 800.911.911. E «se anche quest’anno, come avvenuto in passato, qualche operatore commerciale dovesse decidere di fare il furbo e di alzare i prezzi dell’ortofrutta approfittando del gelo che ha investito l’Italia in queste ore, non esiteremo a denunciarlo alla magistratura»: lo annuncia il presidente Codacons Carlo Rienzi, dopo gli allarmi sui rincari lanciati dagli agricoltori. «L'allarme dei coltivatori più che giustificato, visti i precedenti – osserva Rienzi nel ricordare che già due Procure della Repubblica (Bari e Venezia) indagano sulle speculazioni che determinano aumenti dei prezzi al dettaglio –. Siamo pronti a coinvolgere tutte le Procure esistenti in Italia qualora il freddo dovesse essere utilizzato come alibi per incrementi ingiustificati dei listini».

 

 

 
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