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Agricoltura biologica, intesa Coldiretti-università della Tuscia

 

Lo scopo è promuovere progetti di ricerca sui metodi di produzione

 
   

ROMA (19 febbraio 2008) - Promozione della ricerca e divulgazione in agricoltura biologica sono i principali obiettivi dell’accordo quadro sottoscritto tra il Marco Mancini, rettore dell’università della Tuscia di Viterbo, e Marco Camilli, presidente di Anagribios, l’associazione nazionale dell’agricoltura biologica, promossa dalla Coldiretti. L’accordo, spiega l’organizzazione agricola, «è finalizzato a promuovere progetti e programmi di ricerca e divulgazione sul metodo di produzione biologico sia nel settore vegetale che zootecnico». Verranno inoltre intraprese iniziative di formazione su tematiche del settore dirette a favorire il raggiungimento degli obiettivi attraverso l’aggiornamento degli imprenditori agricoli

Agricoltura biologica
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biologici e l’educazione dei consumatori. Saranno infine previste iniziative di formazione e informazione rivolte agli studenti, ai dottorandi e ai ricercatori, attraverso progetti comuni, stage, seminari, visite presso aziende agricole e master. «Questo accordo – racconta il presidente di Anagribios – rappresenta la soluzione più idonea per rispondere concretamente alle esigenze del mondo produttivo biologico italiano in tema di ricerca, mettendo a frutto le capacità scientifiche dei docenti dell’università della Tuscia e la preziosa esperienza degli imprenditori agricoli». Secondo Camilli, l’agricoltura biologica italiana oltre a produrre derrate alimentari certificate svolge anche un’insostituibile funzione sociale: «La tutela dell’ambiente e della salute, il rispetto del benessere degli animali e dei cicli naturali, il recupero e lo sviluppo dell’immenso patrimonio di biodiversità nazionale e la netta contrarietà agli Ogm, costituiscono il modello capace di indirizzare in senso ecologico i comportamenti degli operatori e dei cittadini, e il loro approccio a un sano metodo di produzione e a un consumo consapevole». «In accordo con la “Magna charta” delle università europee – dichiara a sua volta il rettore Mancini – l’università della Tuscia produce cultura per lo sviluppo sostenibile, sia attraverso la ricerca che la didattica». Nella facoltà di Agraria esistono attualmente specializzazioni a livello di laurea, laurea specialistica e dottorato di ricerca, anche a livello internazionale, che riguardano la agroecologia, ossia la scienza della sostenibilità in agricoltura. «I principi agroecologici – spiega Mancini – costituiscono la base scientifica per la organizzazione dell’agricoltura biologica a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente». Con questo accordo quadro ricorda il rettore l’università della Tuscia si impegna a realizzare attività didattiche, di ricerca e di divulgazione nel settore dell’agroecologia e dell’agricoltura biologica. Ma anche, conclude Mancini, «a realizzare una più stretta collaborazione con la Coldiretti al fine di promuovere, con la congiunzione di teoria e pratica, la cultura della sostenibilità nell’agricoltura e nell’intera società».

 

 

 
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