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Caro-prezzi, la task force interministeriale funziona

 

Il Mipaaf registra aumenti minori rispetto alla media europea

 
   

ROMA (21 febbraio 2008) - «La creazione della task force interministeriale sulla questione degli aumenti dei prezzi dimostra la propria validità: l’intervento rapido e coordinato delle istituzioni ha prodotto risultati sia in termini di trasparenza e certezza per consumatori e imprese, sia in termini di effetto preventivo e deterrente di comportamenti speculativi». È  quanto si legge in una nota del ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, in cui si sottolinea come il Piano di azione abbia «senz’altro contribuito a far sì che l’indice dei prezzi al consumo dei prodotti alimentari in Italia sia aumentato in misura minore rispetto alla media dei Paesi comunitari». Gli aumenti dei prezzi riscontrati dalla seconda metà dell’anno 2007

Caro-prezzi
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nella filiere cerealicola e lattiero-casearia, secondo il Mipaaf, «non sono legati a generalizzati e patologici fenomeni di comportamenti speculativi, ma possono essere considerati come un riflesso straordinario e non atteso dei rialzi fatti registrare dalle materie prime». I controlli effettuati sono stati in tutto 7 mila, di cui il 50% (3.468) rientranti nel Piano e riguardanti per il 76% la filiera cerealicola e per il restante 24% quella lattiero-casearia. Sono 736 le infrazioni riscontrate, soprattutto nella vendita al dettaglio (705) e principalmente legate alla non corretta e mancata esposizione dei prezzi e al non rispetto degli standard qualitativi ed igienico sanitari. «I risultati dell’attività ispettiva – precisa De Castro – verranno trasmessi all’Autorità garante della Concorrenza e del mercato per le valutazioni di competenza. Mentre il Gruppo Interforze dal canto suo manterrà una funzione di presidio e vigilanza». Questi i risultati dell’attività di controllo del Gruppo interforze piano di azione antispeculazione: per la filiera cerealicola il 90% dell’attività ispettiva è riferibile alla fase di vendita al dettaglio, mentre il restante 10% ha interessato le fasi a monte del processo produttivo (2% produzione, 8% prima lavorazione e trasformazione dei prodotti). Nella filiera lattiero-casearia, la maggior parte (81%) delle ispezioni è stata nei confronti di operatori commerciali. Il restante 20% si è concentrato invece sui produttori e trasformatori di materie prime, per verificare la tracciabilità delle materie prime impiegate e dei prodotti finiti, accertarne la qualità merceologica oltre al rispetto e alla conformità degli impianti ai requisiti di sicurezza igienico sanitaria. Netta la predominanza di infrazioni di tipo amministrativo (97%), per la maggior parte riguardanti l’ esposizione dei prezzi al consumo dei prodotti alimentari.  Le irregolarità di natura penale riguardano invece soltanto il 3% dei casi. Sotto il profilo igienico-sanitario, le infrazioni non si discostano dalla media attestata nei controlli di routine. In particolare l’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (Icq), attivo presso il Mipaaf, ha sottoposto complessivamente a controllo 294 ditte, di cui 185 operanti nel settore cerealicolo e 109 in quello lattiera, e 663 prodotti, prelevando 72 campioni, 56 dei quali relativi a prodotti cerealicoli e 16 a diverse tipologie di latte. Sono finora 41 i campioni analizzati, di cui 3 sono risultati irregolari (farina di grano duro, pasta secca di semola di grano duro e farina di grano tenero) per caratteristiche merceologiche non conformi ai parametri di legge.

 

 

 
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