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Ambiente, sono 12 miliardi gli alberi in Italia

 

È il risultato del censimento effettuato dal Corpo forestale

 
   

ROMA (15 febbraio 2008) - Sono circa 12 miliardi gli alberi che costituiscono il polmone verde dell’Italia, quasi 200 per ogni abitante, con un valore medio di circa 1.360 alberi ad ettaro. È questo il risultato de “L’inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio” realizzato negli ultimi tre anni dal Corpo forestale dello Stato con il coordinamento scientifico del Consiglio per la ricerca in agricoltura e in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. Tra le specie di alberi più diffuse il primato spetta al faggio con oltre un miliardo di esemplari che ricoprono quasi tutti gli Appennini. I boschi italiani presentano un volume legnoso di oltre un miliardo e 260 milioni di metri

Alberi
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cubi, mentre la biomassa presente supera gli 870 milioni di tonnellate di legname, pari a circa 435 milioni di tonnellate di carbonio stoccato. Il numero degli alberi che ricoprono il nostro territorio, inoltre, assume un ruolo strategico all’interno dei meccanismi del Protocollo di Kyoto che impegna l’Italia a ridurre le emissioni dei gas serra responsabili del surriscaldamento del pianeta. L’anidride carbonica assorbita dai boschi può essere contabilizzata e contribuire al raggiungimento degli impegni assunti dall’Italia: la componente di carbonio forestale calcolata dal Protocollo di Kyoto è quantificata in circa 750 milioni/un miliardo di euro per il primo periodo di impegno 2008-2012 per la sola parte relativa alla gestione forestale a cui si potrà aggiungere la quota relativa all’espansione naturale dei boschi. Il Protocollo di Kyoto consente di scaricare dal totale delle emissioni di gas serra il volume di legno che si trova nelle nostre foreste, compresi gli alberi morti. Un volume che cresce dello 0,3% l’anno, di 4 metri cubi per ettaro. In questo modo potremmo detrarre dalle nostre emissioni circa 25 milioni di tonnellate di carbonio, risparmiando due miliardi e mezzo di euro di sanzioni. Anche per questo la conoscenza puntuale e dettagliata degli ecosistemi forestali assume un valore di straordinaria importanza, mai considerata prima. Tutte le caratteristiche forestali investigate sono state analizzate e stimate a livello nazionale e regionale con una precisione molto elevata. I rilievi hanno riguardato le foreste nella loro totalità, nonché le loro suddivisioni principali quali quelle per composizione, struttura e forme di gestione. «Si tratta di un lavoro innovativo con margini di errore molto bassi, intorno all’1% su scala nazionale – dichiara Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato –. Dal punto di vista tecnologico sono state utilizzate apparecchiature Gps e sistemi Gis, tecnologie che si avvalgono dell’ausilio satellitare per il raggiungimento, l’individuazione e l’analisi sul campo di circa 37 mila punti di rilevamento per i vari parametri. Oltre 300 mila i punti inventariali esaminati e più di 400 i forestali impegnati nella realizzazione dell’Inventario. I boschi in Italia sono in continua espansione – conclude Patrone – così come i crediti di carbonio previsti dal Protocollo di Kyoto. Questi nuovi boschi, però, non possono essere abbandonati, ma devono essere oggetto di una politica di gestione forestale sostenibile, al fine di preservarli dagli incendi e da altri fenomeni naturali degradativi».

 

 

 
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