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Pesticidi, accordo Ue per vietare i più pericolosi

 

Ne saranno messi all’indice 22. Un passo avanti contro la moria di api

 
   

STRASBURGO (18 dicembre 2008) - Europarlamento, Commissione europea e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo sulla nuova legislazione comunitaria sui pesticidi, che prevede la messa all’indice nei prossimi anni (dal 2009 al 2018) di 22 sostanze finora autorizzate: le prime 14 saranno vietate perché sicuramente nocive per la salute umana e per l’ambiente; potranno (ma non dovranno) essere proibite anche le altre otto, per cui le prove di effetti diretti sulla salute non sono ancora definitive. Non ci sarà una messa al bando immediata, ma le sostanze sotto accusa non saranno più riammesse dopo la scadenza dell’autorizzazione attuale. Per la prima volta, grazie a un nuovo metodi di valutazione dei rischi messo a punto

Pesticidi
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dall’Agenzia chimica svedese, diversi perturbatori endocrini non saranno più autorizzati. La legislazione sui pesticidi, che sarà approvata ufficialmente dalla Plenaria a gennaio, contiene un regolamento (applicabile direttamente negli Stati membri) sul regime di autorizzazione, e una direttiva (da recepire con leggi nazionali) sull’uso sostenibile e la riduzione progressiva dell’utilizza dei pesticidi.

L’accordo nel dettaglio Il regolamento prevede che l'Ue sia divisa in tre grandi fasce geografiche (Nord, Centro e Sud). I pesticidi approvati in un'area dovranno essere autorizzati in tutti i paesi che vi appartengono, ma potranno essere proibiti nelle altre due aree. La direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi prevede che gli  Stati membri presentino dei piani di riduzione del loro impiego, con obiettivi quantitativi e calendari d'attuazione, e che siano incoraggiati i sistemi di 'protezione integrità delle colture. Sarà inoltre proibita la diffusione aerea dei pesticidi (con possibili deroghe che andranno espressamente richieste e autorizzate dagli Stati membri). I pesticidi saranno vietati, o ridotti al minimo, anche nei parchi, giardini pubblici, impianti sportivi e ricreativi.  Gli Stati membri, inoltre, potranno proibirne l'uso in zone ecologicamente sensibili, in presenza di falde acquifere da proteggere o in aree di particolare densità della popolazione.

Perturbatori endocrini Verranno sicuramente vietati se vi saranno almeno due conseguenze patologiche dimostrate in esperimenti con una sola specie animale, e potranno esserlo anche con un una sola, se vi saranno in più altri effetti osservabili su qualunque organo. Al primo gruppo appartengono le sostanze attive Molinate, Tepraloxydim e Tralkoxydim usate negli erbicidi, e l'Epoxiconazolo usato nei funghicidi; stanno nel secondo gruppo, invece, le sostanze Amitrolo e Ioxynil usate negli erbicidi, Iprodion, Mancozeb, Maneb, Metconazolo, e Tebuconazolo nei funghicidi, e il Thiacloprid, utilizzato negli insetticidi. Molti dei principi attivi di questa lista di perturbatori endocrini sono prodotti dalle multinazionali chimiche tedesche Bayer e Basf. Ma mentre Basf concentra i propri prodotti nel primo gruppo, Bayer è presente piuttosto nel secondo. «Questo – riferiscono fonti dell'Europarlamento – ha causato una curiosa diatriba fra le due case farmaceutiche per decidere i criteri di valutazione di rischio da applicare (e dal risultato sembra che Basf abbia avuto la peggio)». Le altre sostanze che saranno proibite sono dichiaratamente tossiche, cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione, oppure contemporaneamente persistenti, bioaccumulative e tossiche (Pbt), o si tratta, ancora, di inquinanti organici persistenti (Pop).

Api e pesticidi Uno dei problemi a cui si sperava rispondesse il compromesso è quello della preoccupante moria di api nell'Ue, che sembra sia causato, anche se non esclusivamente, proprio da alcuni pesticidi. Secondo le relatrici, l'accordo prevede un ruolo più attivo di controllo e di analisi del fenomeno e delle sua cause da parte della Commissione europea, che farà una dichiarazione in Aula in questo senso durante il voto di gennaio. «Le analisi dovranno riguardare gli effetti dei pesticidi non solo sulle api, ma anche sul nettare e sul miele», ha detto Hennicot-Schoepges, mentre Breyer ha sottolineato che la moria, che ha ridotto del 30% il numero delle api, «mette in pericolo la sicurezza alimentare dell'Ue».

 

 

 
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