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Agricoltura 2008, un anno di alti e bassi

 

Zaia: «Nel 2009 la svolta». I bilanci dei produttori

 
   

ROMA (23 dicembre 2008) – È tempo di bilanci per l’agricoltura. Con il 2009 alle porte, il settore traccia il bilancio di un anno difficile, caratterizzato da alti e bassi. Dal ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia,  alle organizzazioni dei produttori tutti fanno i conti sull’anno che sta per finire. «Il 2008? L’anno del rinascimento agricolo». Così Zaia tira le somme di un anno che si sta per chiudere e che ha visto molte novità per il comparto agroalimentare. «Dall’aumento delle quote latte, che ha messo fine a una stagione di illegalità iniziata venti anni fa quando fu svenduto il latte per l’acciaio, alla lotta contro le frodi alimentari – osserva il ministro – abbiamo riposizionato l’agricoltura ridandole il ruolo di primo

Luca Zaia
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piano che merita. Un segno di rispetto nei confronti di un milione di produttori che quotidianamente ci sfamano e ci garantiscono la sicurezza alimentare». Ma il 2008 è stato anche l’anno della tolleranza zero nei confronti dei cosiddetti “furbetti” che creano non pochi problemi all’intero sistema agricolo e alimentare italiano. Pochi individui che danneggiano i molti lavoratori del comparto oltre all’immagine del Paese. «Abbiamo inaugurato, con il maxisequestro del latte cinese alla melamina, la stagione della tolleranza zero a tutela sia dei consumatori che dei produttori italiani», insiste Zaia. «Bisogna consumare prodotti italiani e di stagione». Poi una finestra aperta sul 2009. Dalle organizzazioni agricole provengono opinioni contrastanti. Se c’è chi è ottimista, c’è anche chi vede  un futuro “nero” per il comparto primario. E la situazione economica promette un ulteriormente peggioramento nel corso dell’anno che si sta aprendo. Ma Zaia non ha dubbi sull’atteggiamento da assumere: «Non si può essere pessimisti», spiega. «Non ho mai conosciuto un imprenditore pessimista che ha fatto fortuna. Oggi – prosegue il ministro – i prezzi agricoli sono troppo alti rispetto ai costi di produzione e gli agricoltori sono in difficoltà. È questa la sfida del 2009: bisognerà ripensare l’intero settore primario con un approfondito piano industriale». E se il 2009 sarà l’anno della crisi, per Zaia «sarà però anche il punto di partenza per una nuova stagione dell’agricoltura italiana». Infine, a proposito dei movimenti interni che hanno visto negli ultimi tempi “battibecchi” tra le organizzazioni di rappresentanza del settore, Zaia taglia corto: «È necessario fare squadra e puntare al rinnovamento».

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Inea
«L'agricoltura uscirà
più forte dalal crisi»
 
Assitol
Stabile il 2008,
consumi 2009 a rischio
 
Unaprol
«Non si risparmia sull'olio d'oliva»
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Cia
«Persi 5 mld,
nel 2009 tutto da rifare»
 
Fedagri
«Bisogna puntare sull'aggregazione»
 
Una
«Fatturato da 6 mld, crisi a favore del pollo»
 
Fippa
«Niente paura
ma troppe polemiche»
 
Confagri
«Occorre spingere sull'export»
 
Federbio
«Toccata quota 2,4 mld. La crisi non ci tocca»
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Agrofarma
«Impegnati
per la sfida 2009»
 
Assofertilizzanti
«Il 2009 sarà l'anno
del riscatto»
 

Assolatte
«La situazione
è volatile»

 
Unaapi
«Anno disatroso. Speriamo nel futuro»
 

 

 

   
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