|
|
|
| Home | Informazione | Eventi & Sagre | Multimedia | Scaffale |
Istat, meno aziende ma stabili le superfici coltivate |
|||||||||||
Nel 2007 le imprese hanno aumentato il loro grado di multifunzionalità |
|||||||||||
ROMA (3 dicembre 2008) - Nel 2007 le aziende agricole italiane sono risultate pari a 1,7 milioni, con una superficie totale (Sat) di 17,8 milioni di ettari 12,7 dei quali attribuibili alla superficie agricola utilizzata (Sau). Rispetto agli analoghi risultati dell'indagine 2005, si registra una flessione di 49 mila unità (-2,8%) in termini di aziende; al contrario le superfici risultano sostanzialmente stabili: +0,2% (pari a +38 mila ettari) per la superficie totale e +0,3% (pari a +36 mila ettari) per la superficie agricola utilizzata. La diminuzione delle aziende rispetto al 2005 si verifica principalmente nelle ripartizioni del Centro (-4,6%) e del Mezzogiorno (-3,2%), mentre al Nord il calo risulta più contenuto (-0,9%). Il confronto con i |
![]() |
|
|||||||||
risultati dell'ultimo censimento mostra come dal 2000 al 2007 le aziende agricole appartenenti all'universo Ue sono diminuite di 474 mila unità (-22%); la flessione risulta più pronunciata al Centro (-28,5%) rispetto alle altre due ripartizioni geografiche (-22,5% nel Nord e -19,8% nel Mezzogiorno). Esaminando la distribuzione delle aziende per classi di ampiezza della Sau si rileva come la flessione interessi esclusivamente le aziende di piccola e media dimensione, mentre risultano in aumento quelle che possiedono una superficie agricola utilizzata superiore ai 30 ettari. Dimensioni aziendali A livello nazionale la dimensione media aziendale in termini di Sau passa dai 7,4 ettari del 2005 ai 7,6 del 2007. Rispetto al Censimento del 2000 le aziende agricole hanno guadagnato mediamente 1,5 ettari di Sau (+24,6%); l'aumento, che interessa tutte le ripartizioni territoriali, presenta la variazione più consistente nel Centro (+2,3 ettari e +32,3%). Differenze significative nella dimensione media aziendale in termini di Sau continuano a persistere, tuttavia, tra le aziende del Nord (10,4 ettari), del Centro (8,6) e del Mezzogiorno (6,0). Le differenze risultano ancora più marcate sul piano regionale; la superficie media registra i livelli più elevati in Valle d'Aosta (17,6 ettari), Lombardia (17,4), Sardegna (16,2) Piemonte (13,8) e quelli più contenuti in Liguria (2,4 ettari), Campania (3,7 ) e Calabria (4,3). Il confronto territoriale mostra una riduzione delle aziende rispetto al 2005 in quasi tutte le Regioni; le maggiori si registrano in Valle d'Aosta (-17%), Provincia di Trento (-10,8%), Liguria (-10,5%), Marche (-7,8%) e Molise (-6,1%); rispetto all'ultimo Censimento del 2000 diminuiscono di oltre un terzo le aziende Ue in Valle d'Aosta (-37%) e nel Lazio (-36,7%). Per la Sau le riduzioni, nel complesso, risultano più contenute con alcuni aumenti significativi in Veneto (+2,8%), Emilia Romagna (+2,2%) e Abruzzo (+2,1%). Per quanto riguarda le coltivazioni nel 2007 oltre la metà delle aziende (57,6%) ha investito a seminativi (6,9 milioni di ettari); la restante Sau si divide tra coltivazioni legnose agrarie con 2,3 milioni di ettari, prati permanenti e pascoli con 3,5 milioni e orti familiari con 30 mila. Superfici agricole non utulizzate Per quanto riguarda la superficie non rientrante nella Sau, quella a boschi è pari a 3,7 milioni di ettari. Rispetto al 2005 risultano in aumento le superfici investite a prati permanenti e pascoli (+3,1%), boschi (+1,2%) e superficie agraria non utilizzata (+5,5%); si riducono invece quelle a seminativi (-1,4%), orti familiari (-12,6%) e l'altra superficie (-9,4%) ossia, quella occupata da fabbricati, cortili, strade poderali, e così via. Quanto agli allevamenti nel 2007 le aziende che praticano l'allevamento sono circa 309 mila corrispondenti al 18,4% del totale, con un aumento rispetto al 2005 di oltre sette mila unità (+2,4%). L'andamento è fortemente differenziato a livello di ripartizione geografica in quanto l'aumento si localizza soprattutto nel Nord (+11,3%) e lievemente nel Mezzogiorno (+1,4%); al contrario al Centro si rileva una diminuzione di circa 18 mila aziende (-9,2%). Anche il confronto regionale presenta andamenti molto differenziati rispetto al 2005. Per quanto riguarda, invece, l'incidenza percentuale sul totale nazionale, la Campania è la regione che detiene il maggior numero di aziende con allevamenti (11,1%), seguita dal Piemonte (9%), Lazio (8,5%), Veneto (7,7%), Calabria (7,5%) e Lombardia (7,1%). Allevamenti Considerando le specie allevate, l'incremento delle aziende ha interessato tutto il comparto zootecnico, ad eccezione di quelli suinicolo e cunicolo. A livello nazionale, il numero dei capi allevati ha registrato un incremento rispetto al 2005 per tutte le specie ad eccezione degli ovini (-2,9%). L'aumento ha interessato in particolar modo i conigli (+29,9%), i bufalini (+13,9%), gli equini (+10,2%), gli allevamenti avicoli (+5,5%), i bovini (+2,5%) e caprini (+2,1%). Per i bovini e bufalini, il 67,1% dei capi sono concentrati nel Nord; la Lombardia detiene un quarto del totale nazionale di queste specie (25,1%) seguita dal Veneto (13,7%) e dal Piemonte (13,5%). Il Nord si conferma la ripartizione territoriale maggiormente dedita all'allevamento dei suini (85% del totale nazionale), mentre i tre quarti della consistenza nazionale di questa specie sono allevati in tre sole regioni: la Lombardia (48,2%), l'Emilia Romagna (15,6%) e il Piemonte (11%). Gli ovini e i caprini sono, invece, tradizionalmente diffusi nelle regioni meridionali (rispettivamente 72,4% e 75,4% sul totale nazionale) e, in particolare, in Sardegna. Infine, l'81,3% dei capi avicoli è allevato nel Nord con punte particolarmente significative del 28,6% in Veneto, del 23,8% in Lombardia e del 19,3% in Emilia-Romagna. Lavoro Per quanto riguarda il lavoro le giornate prestate dalle varie categorie di manodopera durante l'annata agraria 2006-2007 sono risultate complessivamente pari a 254 milioni, 206 delle quali (pari all'81% del totale), sono da attribuire alla manodopera familiare, mentre il restante 19% all'altra manodopera aziendale. In particolare il conduttore partecipa alla conduzione aziendale con il 51,2% delle giornate di lavoro in complesso, mentre il coniuge, gli altri familiari e infine gli altri parenti partecipano, rispettivamente, con il 14,2%, l'11,9% e il 3,6%. Rispetto alla situazione osservata nel 2005, si registra una diminuzione complessiva di circa 17 milioni di giornate di lavoro (-6,4%). La riduzione coinvolge tutte le categorie di manodopera ad eccezione degli altri familiari del conduttore (+5,9%). La riduzione complessiva delle giornate di lavoro è da attribuire soprattutto all'altra manodopera e in particolare alla categoria dei lavoratori a tempo indeterminato per la quale si osserva un decremento piuttosto rilevante (-36,2%). Per quanto riguarda la manodopera familiare si registra un calo delle giornate di lavoro del 3,4%. Questa categoria di manodopera è quella che ha registrato la flessione maggiore nelle giornate di lavoro rispetto al Censimento del 2000, a testimonianza di come la riduzione delle aziende in questo decennio stia coinvolgendo soprattutto aziende marginali di carattere familiare. L'unica categoria che risulta in aumento rispetto al Censimento 2000 è quella delle giornate di lavoro degli operai a tempo indeterminato (+2,4%). Con riferimento alla dimensione aziendale si evidenzia che le giornate di lavoro subiscono contrazioni nelle aziende piccole e medie (tutte le classi fino a 30 ettari) mentre la classe dai 30 ai 50 ettari fa registrare un aumento del 10,8% e quelle di dimensione maggiore una sostanziale stabilità. Multifunzionalità La diversificazione delle attività delle aziende agricole può essere misurata attraverso la rilevazione di attività diverse da quelle prettamente agricole di coltivazione e allevamento ma ad esse connesse e svolte, comunque, mediante utilizzo di risorse dell'azienda o di suoi prodotti. Le attività connesse all'agricoltura rilevate dall'indagine sono: l'agriturismo, le attività di artigianato, la lavorazione dei prodotti agricoli vegetali, la lavorazione dei prodotti agricoli animali, la lavorazione del legno, la produzione di energia rinnovabile, l'acquacoltura, i lavori per conto terzi effettuati utilizzando le attrezzature dell'azienda, le attività ricreative, la produzione di mangimi completi e complementari e le altre attività. Le aziende agricole con attività multifunzionali sono 121 mila; pur rappresentando solo il 7,2% complessivo delle aziende sono comunque aumentate di circa 16 mila unità rispetto al 2005 (+14,6%). Tale crescita è sicuramente un dato da sottolineare poiché le nuove fonti di reddito consentono il consolidamento dell'azienda agricola nel territorio, orientando lo sviluppo rurale verso la multifunzionalità. Tra le attività connesse, l'agriturismo registra l'incremento più significativo pari al +40,8%, seguita dalle altre attività (+40,4%) e dalla trasformazione di prodotti animali (+12,4%). Le aziende multifunzionali sono localizzate in ugual misura nel Nord (39,1%) e nel Mezzogiorno (39,0%), rispettivamente con un aumento di +19,6% e +9,7% rispetto al 2005. Il Centro detiene solo il 23,9% delle aziende multifunzionali facendo registrare un incremento di +15,3% rispetto al 2005. |
|
||||||
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||