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Clima, Risorse Agricole e Alimentari contro i cambiamenti |
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Secondo la Fao sono necessari incentivi per i Paesi in via di sviluppo |
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ROMA (4 dicembre 2008) - Il problema del riscaldamento globale causato dalle emissioni di gas serra richiede un maggiore coinvolgimento delle comunità agricole e forestali nella riduzione delle emissioni. È questo il pensiero del vice direttore generale della Fao, Alexander Muller. «L'agricoltura e la deforestazione – spiega – sono tra i fattori che più contribuiscono al cambiamento climatico, ma per lo stesso motivo gli agricoltori e coloro che utilizzano le foreste potrebbero avere un ruolo chiave nella riduzione delle emissioni di gas serra». Per sbloccare il potenziale del settore agricolo e di quello forestale nell'opera di mitigazione del cambiamento climatico, aggiunge Muller, «occorrono meccanismi finanziari a favore dei piccoli |
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agricoltori e dei forestali di tutto il mondo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo». Questi meccanismi, sottolinea, «dovrebbero privilegiare le misure di riduzione delle emissioni che hanno ricadute positive per la sicurezza alimentare ed energetica, per la riduzione della povertà, per un uso sostenibile delle risorse naturali. Il settore forestale e quello agricolo offrono molte opportunità per questo tipo di misure di vantaggio reciproco». Il cambiamento climatico, sottolinea ancora Muller, «avrà conseguenze pesanti sulle condizioni di vita degli agricoltori, dei pescatori e di coloro che dipendono dalle risorse forestali dei Paesi in via di sviluppo, molti dei quali sono già in difficoltà per riuscire a guadagnarsi da vivere e dar da mangiare alle proprie famiglie». Le comunità rurali Le comunità rurali, specialmente quelle che vivono in aree già fragili dal punto di vista ambientale vanno incontro al rischio immediato di perdere sempre più spesso il raccolto, il bestiame, di avere minori prodotti ittici e forestali a disposizione. Esseri umani, piante, animali e pesci saranno esposti a nuove e più frequenti infestazioni ed epidemie. «Il cambiamento ha il potenziale di far aumentare la fame in particolare nei paesi più poveri. Dobbiamo agire adesso se vogliamo evitare un disastro umanitario futuro», afferma Muller. Il 40% della biomassa terrestre è gestita direttamente o indirettamente dagli agricoltori, dai forestali o dagli allevatori di bestiame. Possibili soluzioni L'impiego di varietà di colture più produttive, un maggiore controllo degli incendi boschivi, una migliore gestione delle risorse naturali, la cattura del biogas proveniente dal letame animale, la rigenerazione del terreno mediante il controllo dei pascoli, la gestione organica del suolo, pratiche di agricoltura conservativa, e sistemi agro-forestali integrati sono tutte misure che vanno nella giusta direzione e che dovrebbero essere promosse con maggior vigore per ridurre le emissioni create dal settore agricolo e forestale e migliorare l'adattamento al cambiamento climatico. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||