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Biodiversità, sull’Etna a rischio il gatto selvatico |
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L’animale negli ultimi tempi è vittima di atti di bracconaggio |
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CATANIA (11 dicembre 2008) - Una delle più rappresentative specie di fauna selvatica presenti sull'Etna è certamente il gatto selvatico (Felis silvestris). Da qualche anno grazie all'attenzione prestata dal direttore del Parco Giuseppe Spina, è stato avviato un progetto finalizzato alla scoperta nei nostri boschi dell’animale, promosso d'intesa con una Fondazione tedesca, principalmente focalizzato in attività d'educazione ambientale indirizzata alle scolaresche. Inoltre, è stato avviato anche un limitato programma di monitoraggio della specie, a cura di qualche ricercatore universitario e un parziale supporto della ripartizione faunistico venatoria e ambientale di Catania. Purtroppo l'attività di bracconaggio non esclude |
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neanche questa specie e diversi mesi fa è stato rinvenuto, all'interno del Parco dell’Etna, un esemplare morto di gatto selvatico (probabilmente avvelenato), recuperato dagli uomini del Corpo forestale della Regione Siciliana. Il gatto selvatico, infatti, fa parte di quella lunga lista di specie rischio a cui sono assoggettate da tempo diversi esemplari di fauna selvatica non solo in Sicilia. «Diventa fondamentale – sottolinea una nota di Pro Natura – avviare un programma di monitoraggio coordinato e sinergico per quanto attiene la biodiversità animale, riprendere quel virtuosismo costruttivo lanciato dal sottoscritto diversi mesi fa agli organismi istituzionali preposti in materia». L’animale Simile a un grosso gatto domestico, il gatto selvatico si distingue per il pelo più folto e per la grossa coda marcata da evidenti anelli neri, ma sopratutto per il comportamento simile a quello di una fiera. Predatore eccezionale, questo felino è un animale agile e silenzioso, si sposta da un posto all'altro senza fare alcun rumore, questo per sorprendere le sue prede, sostando anche su rami di grossi alberi. Gli habitat abituali sono le fessure tra le rocce e le cavità degli alberi morti. Preferisce i climi freddi e a temperature assai rigide rimane attivo. Le sue prede preferite sono i piccolo roditori e gli insettivori, rientrano nella sua dieta anche conigli, uccelli e grossi insetti. Il gatto selvatico si accoppia nel mese di febbraio. I piccoli, generalmente 3 o 4, nasceranno in maggio. Il comportamento di mamma gatta e solitamente scontroso e schivo, dedica (come tutti gli esemplari della sua specie) cure amorevoli per alcuni mesi (secondo l'habitat scelto), poi li porta in giro per addestrarli alla caccia e insegnare loro come comportarsi in natura. Nemici mortali del gatto selvatico sono il cane, e dove sono presenti l'aquila reale e la lince, con questi in ogni caso ingaggia furiosi combattimenti che in taluni casi vedono soccombere i suoi aggressori. Il peggior nemico e' certamente l'uomo, che gli ha dato per lungo tempo una caccia spietata, decimandone le popolazioni, tanto da far ritenere in molti casi che fosse scomparso. In Sicilia, oltre che nel versante settentrionale dell'Etna, sembra che sia presente anche sulle Madonie e sui Nebrodi. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||