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Pac, i produttori chiedono riflessioni sulle Op |
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Intanto nell’Ue crescono i redditi agricoli, ma in Italia no |
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ROMA (11 aprile 2008) - Le organizzazioni cooperative agricole italiane (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital e Ascat Unci) esprimono «grande soddisfazione per la sottoscrizione di un documento comune da parte di undici organizzazioni del mondo agricolo, cooperativo, industriale e sindacale, relativo alla comunicazione sullo stato di salute della Pac presentata, come è noto, dalla Commissione europea nel novembre 2007 e chiedono una riflessione sulle Organizzazione dei produttori». Inizia così la nota delle quattro centrali cooperative agricole (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, AgciAgrital e Ascat Unci) in riferimento al documento firmato da |
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| 11 sigle dell’agroalimentare italiano sullo stato di salute della Pac, presentato questa mattina al commissario europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel, presente a Firenze per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Accademia dei Georgofili. Il coordinamento della cooperazione il 4 febbraio scorso aveva già elaborato un documento completo ed articolato in merito alla comunicazione comunitaria, consegnato al commissario Fischer Boel a Roma. «Tale documento ha costituito un’importante base di partenza – affermato Paolo Bruni, presidente del Coordinamento delle Centrali cooperative agricole – per la costruzione di una posizione diffusa, avvicinando la posizione delle organizzazioni professionali agricole, dell’industria alimentare, dei sindacati e della cooperazione». In questo quadro, dunque, si segnala la richiesta alla Commissione europea di avviare un’approfondita riflessione sul ruolo delle Organizzazioni dei produttori (Op), nella gestione del mercato attraverso l’estensione del modello ortofrutticolo alla gran parte delle organizzazioni comuni di mercato (Ocm) degli altri settori, la definizione di una proposta equilibrata in materia di regionalizzazione e di modulazione aggiuntiva e un deciso passo in avanti sul tema delle nuove sfide, dai rischi di mercato alle agrienergie. «La verifica sullo stato di salute della Pac non può determinare, nell’attuale delicatissima congiuntura, cambiamenti improvvisi e radicali – aggiunge Bruni – occorre, piuttosto, avviare un serio rinnovamento senza smantellare gli istituti vigenti qualora siano tuttora validi e, soprattutto, nella prospettiva di una revisione complessiva della Pac da realizzare dopo il 2013». «Siamo molto soddisfatti – spiega il presidente del Coordinamento – sia perché il documento di posizione comune s’ispira nei contenuti alla posizione della cooperazione, sia perché sta prendendo piede un metodo di lavoro e confronto che la cooperazione adotta attraverso il coordinamento dal 1992». Le organizzazioni firmatarie del documento ritengono, in questo modo, di avere contribuito in modo significativo alla elaborazione di una posizione comune del sistema Paese al fine di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, la qualità delle produzioni, la tutela dei consumatori e la valorizzazione dei livelli occupazionali nel settore agricolo e agroalimentare e, pertanto, chiedono che sia fatto proprio dal Governo. Le undici le sigle che hanno condiviso il documento di posizione sono: Cia, Confagricoltura e Copagri, Federalimentare-Confindustria, le quattro organizzazioni della cooperazione Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agrital Agci, Ascat Unci, nonché le tre federazioni dei sindacati dei lavoratori agricoli ed agroalimentari Fai-Cisl, Flai Cgil e Uila-Uil. I redditi agricoli Secondo uno studio della Commissione europea il reddito agricolo nell’Unione europea si svilupperebbe del18% in termini reali e per unità di lavoro nei prossimi sette anni. Lo rende noto la Coldiretti che ha promosso con una ricerca di un team di studiosi italiani, il Gruppo 2013, sull’Health check della Politica agricola comune (Pac). «Il nuovo Esecutivo che nascerà dalle elezioni e che avrà il compito di negoziare con l’Unione europea ha l’opportunità – precisa la Coldiretti – di approfittare delle condizioni favorevoli del mercato che anni questi anni l’Italia non è riuscita a cogliere tanto che nel 2007 si è registrata in Italia una diminuzione del 2% dei redditi per attivo in agricoltura, in netta controtendenza rispetto alla media europea dove si è verificato un aumento del 5,4%». «Le prospettive del reddito a medio termine dimostrano quindi –sottolinea l’organizzazione agricola – una situazione piuttosto favorevole anche se differenziata tra i diversi Paesi dell’Unione con un aumento medio del 7% tra i 15 Paesi che per primi sono entrati nell’Unione europea, del 21% nei dieci nuovi aderenti e addirittura dell’88% per i Paesi appena entrati, quali Bulgaria e Romania». «Le proiezioni a medio termine della Commissione europea descrivono – riferisce la nota della Coldiretti – una prospettiva positiva dei mercati dei cereali dell’ Unione europea grazie all’effetto della riforma della Pac, le moderate prospettive per sviluppo del rese e lo sviluppo del mercato di bioetanolo, con prezzi che dovrebbero rimanere a livelli sostenuti con una certa continuità, anche se ai livelli molto più bassi rispetto a quelli recentemente osservati».
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||