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Emergenza cibo, stanziati 200 mln di dollari contro la crisi |
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Ad annunciarlo il presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo |
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ROMA (30 aprile 2008) - Duecento milioni di dollari per rispondere alle esigenza immediate degli agricoltori poveri delle zone rurali del mondo, per l’acquisto dei fertilizzanti in vista della prossima stagione di coltura. Questa è la cifra che il presidente dell’Ifad (International Fund for Agriculture Development), Lennart Bage, ha annunciato di aver stanziato a seguito dell’istituzione di una task force dell’Onu per l’emergenza cibo nel mondo. Il presidente dell’Ifad ha sottolineato la necessità di un’azione concertata, globale e coordinata da parte della comunità internazionale. «È necessario un triplice approccio – ha detto Bage – in primo luogo, inviare aiuti alimentari di emergenza, in secondo luogo fornire sostegno |
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| immediato a breve termine per consentire ai piccoli agricoltori di piantare nella prossima stagione e, a lungo termine, prevedere investimenti in agricoltura per garantire la sicurezza alimentare e lo sviluppo rurale e per eliminare alla radice le cause della fame». Si è investito progressivamente sempre di meno in agricoltura negli ultimi anni, secondo Bage, l’aiuto pubblico allo sviluppo per l’agricoltura è sceso da 8 miliardi di dollari nel 1984 a circa 3 miliardi nel 2006. A causa di quello che l’Ifad ha definito il “triplice flagello”, la povertà, l’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari e il cambiamento climatico, ci sono nel mondo 720 milioni di persone estremamente povere a rischio, che vivono in zone rurali (soprattutto dell’Asia e dell’Africa sub-sahariana) e che dipendono, per la loro sussistenza, dall’agricoltura. Tra questi, le donne e le popolazioni indigene sono i segmenti più vulnerabili. Il piano dell'Onu Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e i dirigenti delle 27 agenzie e organizzazioni delle Nazioni Unite si sono riuniti a Berna per elaborare un piano di battaglia diretto a fronteggiare la crisi provocata dell’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari. Lo ha annunciato un portavoce. In una prospettiva di soluzione a lungo termine dell’emergenza cibo, alle Nazioni Unite spetterà anche un difficile compito di mediazione. Dovrà fare i conti con i sostenitori del protezionismo e con quelli a favore dell’apertura dei mercati, oppure fra fautori e avversari dei biocarburanti. Jean Ziegler, relatore speciale Onu per il diritto all’alimentazione, il cui mandato scade mercoledì, ha rinnovato il suo appello per una “moratoria totale” sui biocarburanti, che egli accusa di essere tra le cause dell’impennata dei prezzi agricoli. In una conferenza stampa a Ginevra ha anche condannato l’Organizzazione mondiale del commercio, che da anni vede aperta la controversia tra i Paesi del Nord e del Sud sulla questione agricola. «La linea di Pascal Lamy, direttore generale dell’Omc – ha affermato Ziegler –, è totalmente contraria agli interessi delle popolazioni vittime della fame». Al contrario, secondo l’Omc «le sovvenzioni agricole dei Paesi ricchi hanno distrutto l’agricoltura dei Paesi poveri e un sistema più aperto subirebbe meno distorsioni». Ziegler ha anche denunciato la speculazione, responsabili del 30% del rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari e ha richiesto l’inquadramento dei mercati delle derrate agricole sul modello dei mercati finanziari. L’esperto Onu ha anche parlato di una «politica aberrante del Fondo monetario internazionale». Ha anche apprezzato il cambiamento di rotta di Dominique Strauss-Kahn, direttore generale dell’Fmi, invitando i governi a sostenerlo «per dare la precedenza assoluta alle culture di sussistenza». Interpellato sulle misure protezionistiche prese da numerosi Paesi in via di sviluppo, notoriamente sul riso, che arrivano fino allo stop delle esportazioni, Ziegler ha riconosciuto che questo comportamento alimenta la speculazione, ma è dettato dall’esigenza di assicurare la fornitura interna. Grano e riso È probabile che i prezzi del grano e del riso resteranno alti: lo ha affermato a Berna il presidente della Banca mondiale Robert Zoellick nel corso di una conferenza stampa al termine di un vertice sull’emergenza cibo tra i massimi responsabili di 27 organizzazioni, agenzie e programmi La Task force Una task force dell’Onu gestirà la risposta della comunità internazionale alla crisi alimentare mondiale. Lo ha annunciato a Berna il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. Per il Segretario generale dell’Onu il «drammatico aumento del prezzo del cibo costituisce una sfida globale senza precedenti che colpisce i più vulnerabili. Sono necessarie misure a breve, medio e lungo termine». «La prima priorità sarà di nutrire gli affamati», ha detto lanciando un appello ai Paesi donatori a rispondere alle domande di fondi delle organizzazioni. Cia Abolizione dei sussidi per le coltivazioni destinate ai biocarburanti; “no” a politiche neo-protezionistiche e all’utilizzo degli Ogm; programmi seri per sviluppare agricoltura locale dei Paesi poveri; contrastare le speculazioni che stanno portando alle stelle i prezzi delle materie prime agricole (grano, mais, riso). Sono queste le priorità della Cia-Confederazione italiana agricoltori davanti ai nuovi scenari mondiali e all’impegno dell’Onu di elaborare un piano di battaglia per la crisi legata ai prezzi dei prodotti alimentari. «L’emergenza cibo – afferma Giuseppe Politi, presidente della Cia – è divenuta sempre più drammatica. Siamo d’accordo con l’Fmi nell’abolire i sussidi destinati a chi coltiva solo e unicamente per le produzioni “no food”, per i biocarburanti, perché questi sottraggono risorse alimentari fondamentali. Diversa è la nostra posizione per i sussidi agli agricoltori che producono per l’alimentazione. La loro abolizione non avrebbe alcun effetto, sia nella riduzione dei prezzi, che nell’azione per aiutare i paesi più poveri". Il presidente della Cia parla poi di “politiche nuove” per i Paesi in via di sviluppo, dove invece di «favorire la modernizzazione dei sistemi agricoli locali, si è preferito optare per l’acquisto dall’estero», mentre «bisogna cominciare a pensare in maniera diversa cercando di far crescere le agricolture di questi Paesi attraverso ricerca e innovazione». Confagricoltura «La particolare situazione del mercato cerealicolo mondiale dura da quasi un anno, ma ancora non abbiamo visto un serio rafforzamento delle politiche agricole per le commodities per gestire queste situazioni. Servono invece decisioni politiche urgenti per promuovere le produzioni». Così Federico Vecchioni, presidente della Confagricoltura, commentando lo scenario del mercato mondiale cerealicolo, dove «le semine di frumento in Italia, in vista dei raccolti 2008, sono aumentate di oltre 350 mila ettari, e sono solo una prima risposta alle carenze del mercato», mentre la Fao prevede un raccolto mondiale di cereali a livelli record: Economist Era dall’inizio degli anni Settanta che nel mondo non si verificava una crisi alimentare della portata di quella scoppiata a seguito dell’impennata dei prezzi dei cereali. Ad analizzare l’entità dell’emergenza è Josette Sheeran, capo del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam), in un’intervista all’Economist che ha dedicato all’argomento un lungo dossier da cui emerge anche che la Cina non sarebbe attualmente toccata dalla crisi alimentare che sta investendo molti Paesi. «Di solito, una crisi alimentare è chiara e localizzata – ha detto Sheeran – può dipendere da un raccolto che va perso, da guerre o lotte e l’onere della crisi nella regione colpita ricade pesantemente sui più poveri. Questa crisi invece è diversa, si sta verificando in molti Paesi contemporaneamente, é la prima volta che accade dai primi anni Settanta». «L’agricoltura mondiale è entrata in un nuovo, insostenibile e politicamente rischioso periodo», ha spiegato Joachim von Braun, capo della International Food Policy Research Institute (Ifpri) di Washington. Ma l’emergenza alimentare del 2008, scrive l’Economist è solo il sintomo di un problema più ampio. L’aumento dei prezzi arriva dopo 30 anni in cui cibo era a buon mercato, l’agricoltura è stata oggetto di sovvenzioni nei Paesi ricchi e il mercato alimentare è stato selvaggiamente distorto. Il settimanale britannico ipotizza che il cibo sarà nuovamente accessibile senza le sovvenzioni e le distorsioni del periodo precedente ma per il momento, «l’agricoltura è entrata in un limbo e la transizione verso un nuovo equilibrio si sta rivelando onerosa, più lunga e molto più dolorosa del previsto». A non avvertire la tensione mondiale sono però le autorità cinesi che non mostrano preoccupazione per quanto sta accadendo. «Con il grano nelle nostre mani non vi è alcuna necessità di panico», ha detto il primo ministro cinese Wen Jiabao. Gli aumenti dei prezzi del riso e del grano sono stati modesti, poiché la Cina produce più del 90% dei cereali che consuma, ma la cautela a mantenere nel Paese le proprie scorte sta colpendo il flusso di derrate alimentari verso la Corea del Nord, che sta affrontando la peggiore crisi alimentare dagli anni Novanta. Secondo l’Economist il mese scorso il premier cinese ha rivelato che la Cina possiede riserve di grano per 150-200milioni di tonnellate, pari al 30-40% della produzione annuale. Unep «Oggi c’è abbastanza cibo sul Pianeta per dare da mangiare a tutti». Questo quanto afferma Achim Steiner, a capo del Programma ambientale dell’Onu (Unep), facendo riferimento a speculazioni del mercato per il recente rialzo nel mondo dei prezzi dei generi alimentari, secondo quanto riferisce Associated Press. «Gente reale e vite reali sono state colpite da una dimensione che è essenzialmente speculativa» ha spiegato Steiner, sottolineando come milioni di persone si sono ritrovate senza la possibilità di pagare il cibo da quando i prezzi hanno cominciato ad impennarsi all’inizio dell’anno. Coldiretti «La forte volatilità delle quotazioni è l’effetto delle speculazioni internazionali in atto, che si sono spostate dai mercati finanziari a quelli delle materie prime». È quanto ribadisce Coldiretti, commentando lo scenario del mercato cerealicolo mondiale. Coldiretti ricorda quanto affermato da Achim Steiner, a capo del programma ambientale dell’Onu, secondo cui «oggi c’é abbastanza cibo sul Pianeta per dare da mangiare a tutti», ma l’accessibilità del cibo è influenzata negativamente dalle speculazioni sui prezzi. Si tratta, precisa Coldiretti, della conferma dell’importanza di adottare una politica pubblica di lungo periodo per evitare gli effetti negativi delle distorsioni di mercato. Una esigenza che, secondo l’organizzazione, riguarda anche i Paesi in via di sviluppo, fortemente dipendenti dagli andamenti internazionali, perché spinti a produrre per le esportazioni prima di aver sfamato le proprie popolazioni. Ad esempio accade in India, spiega Coldiretti, che è un grande esportatore di riso, nonostante i problemi interni di alimentazione. «Occorre invece – conclude l’organizzazione – sostenere ed investire sulle risorse locali e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nelle diverse realtà territoriali». «Il calo degli infortuni sul lavoro del 9% fatto registrare in agricoltura nel 2007 è nettamente superiore a quello degli altri settori produttivi ed è la conferma di un trend positivo che continua da anni». È quanto afferma Coldiretti in una nota, riferendosi ai dati divulgati dall’Inail, sottolineando «che molto resta tuttavia ancora da fare e per questo è necessario continuare con decisione sulla strada intrapresa con interventi per la semplificazione, la trasparenza, l’innovazione tecnologica e la formazione, che sappiano accompagnare le imprese nello sforzo di prevenzione in atto». Nel 2007 in agricoltura, aggiunge Coldiretti, si sono verificati 57.300 infortuni sul lavoro e 115 decessi. Con riferimento al Testo unico sulla sicurezza, di prossima pubblicazione, la Coldiretti «rileva che le imprese agricole hanno bisogno di un ulteriore sforzo di semplificazione burocratica per accompagnare il processo di riduzione degli infortuni in atto, senza necessariamente inasprire le sanzioni che non sempre ottengono i risultati previsti». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||