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Abruzzo-Sardegna, giovani pastori si incontrano

 

Dall’8 al 12 aprile un seminario tecnico promosso da Slow food

 
   

CAGLIARI (2 aprile 2008) - Con un seminario tecnico dall’8 al 12 aprile in Sardegna si apre il progetto “Pastori e Pastori”, iniziativa di scambio di esperienze fra giovani pastori sardi e abruzzesi promossa dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga con il sostegno del Bacino imbrifero montano (Bim) Taloro e la collaborazione di Slow food Abruzzo e Slow food Sardegna. Sono ancora numerosi i giovani fra i produttori di formaggio abruzzesi e sardi, fenomeno in controtendenza rispetto al persistente problema dell’assenza di ricambio generazionale nel settore. «“Pastori e Pastori” – si legge in una nota – si propone di far incontrare i giovani pastori sardi e abruzzesi, in particolare quelli dei presidi del

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pecorino di Farindola e del canestrato di Castel del Monte con quelli del presidio del fiore sardo per una collaborazione e per scambio di conoscenze e competenze tecniche». L’obiettivo finale del progetto sarà la creazione di una rete di giovani agricoltori e allevatori provenienti dalle diverse regioni italiane capace di affrontare problemi comuni come forme di commercializzazione poco mirata o inadeguatezza strutturale e tecnologica e proporre soluzioni efficaci, per il rilancio di una produzione agroalimentare di tradizione millenaria grazie al prezioso apporto delle nuove leve. La scelta di iniziare da queste due regioni non è casuale: Sardegna e Abruzzo sono esempi in cui la pastorizia è fondamentale per l’economia locale. La Sardegna è il maggior produttore nazionale di latte ovino e caprino. Più dei due terzi del latte ovino italiano e oltre la metà del latte caprino vengono prodotti nell’isola, rispettivamente il 68% e il 52% circa della produzione nazionale. Mentre il Parco nazionale del Gran Sasso, con i suoi 120.544 capi allevati, di cui 118.369 solo di ovini, si pone al secondo posto dra i parchi in Italia. Tuttavia la riduzione del patrimonio zootecnico del parco appare rilevante, visto che si é avuta una diminuzione del numero di capi del 45%, valore al di sopra della media nazionale e di quella media degli altri Parchi nazionali. La soluzione a questo problema potrebbe essere proprio il coinvolgimento dei giovani per dare nuova linfa al settore. Dopo il primo incontro saranno i pastori sardi a recarsi in Abruzzo per un secondo seminario tecnico a settembre. Le conclusioni dei lavori verranno presentate a Torino in occasione del Salone del gusto e di Terra madre 2008 (23-27 ottobre). Ai seminari tecnici parteciperanno i pastori coinvolti, i rappresentanti degli Enti organizzatori e sostenitori, di Slow food Abruzzo e Slow food Sardegna, di Slow food Italia, dello Youth Food Movement (il movimento di giovani che sarà presente a Terra madre 2008), degli enti e agenzie regionali di assistenza tecnica all’agricoltura, docenti universitari, rappresentanti e referenti del Progetto Pastomed (pastoralismo mediterraneo).

 

 

 
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