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Caltanissetta, in pagella spunta l’Orto in Condotta

 

Assessorato e Slow Food in un progetto di educazione agroalimentare

 
     
di Roberto Giaconia    
   

PALERMO (7 aprile 2008) - Favorire un rapporto corretto con la stagionalità delle specie coltivabili nel territorio, conoscere i diversi metodi di coltivazione, educare il gusto e promuovere il cibo come segno di cultura, rispetto dell’ambiente e conoscenza del patrimonio agroalimentare regionale. Sono queste le finalità, come riportato sul numero di Terrà appena uscito, che l’iniziativa “Orto in Condotta” si propone già da due anni. «Si tratta di un progetto pilota – spiega Mariagrazia Castiglione dell’Unità operativa 55 di Delia – realizzato grazie al supporto dei tecnici dell’assessorato regionale Risorse Agricole e Alimentari insieme a Slow Food Caltanissetta, ed è il primo orto scolastico, da Napoli in giù, per

Orto in condotta
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L'intervista
 
 
 
 
 
 

tipologie di approccio». Il progetto, diviso in cinque fasi, ha visto la partecipazione di dieci classi della scuola elementare Don Milani e ha interessato ben 450 mq di terreno. Nella prima fase (la progettazione) la scuola, in collaborazione con i tecnici dell’Uo 55, ha realizzato il progetto paesaggistico dell’orto scolastico. Già in questa fase i bambini sono stati coinvolti attivamente: nelle ore di matematica hanno studiato, infatti, il perimetro dell’orto, il sistema di irrigazione e la suddivisione del terreno per le diverse colture. Nella seconda fase (la programmazione didattica) le insegnanti, referenti del progetto, hanno messo a punto il programma delle attività scolastiche correlate al lavoro nell’orto. Dalla terza fase (la preparazione del terreno) è iniziata, invece, la parte operativa del progetto, con il dissodamento in vista delle successive colture. Vista la laboriosità del compito, questo lavoro è stato svolto da alcuni operatori qualificati. Il quarto momento del progetto (la coltivazione) è quello in cui sono scesi letteralmente in campo i bambini, impiantando sementi e piantine. La quinta e ultima fase (la manutenzione) è stata articolata in circa 15-20 sessioni, a cadenza bisettimanale, durante le quali gli alunni, con la supervisione e la guida dell’ortolano prescelto, hanno lavorato sul campo fino al momento della raccolta dei prodotti. L’orto è stato coltivato con metodo biologico, senza ricorrere a concimi chimici o pesticidi. Inoltre, sin dall’inizio di questa avventura, gli alunni hanno ricevuto un “Diario dell’orto”, dove annotare le attività svolte. «Speriamo – concludono dall’Uo – che la nostra esperienza costituisca un riferimento per altre scuole della Sicilia».

 

 

 
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