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Made in Sicily, successo al 4° workshop internazionale per l’export

 

Dalla grappa in India al caffè a Manhattan

 
   

PALERMO (18 aprile 2008) - Grandi affari per le 150 aziende siciliane dei settori agroalimentare, pesca, marmi, artigianato e turismo, al termine di tre giorni di intense contrattazioni con 40 buyers di Europa, Mediterraneo, Africa, Asia, Usa e Australia, al 4° Workshop internazionale per l’export organizzato a Palermo dall’Isas e conclusosi oggi. Tutte le imprese hanno ricevuto commesse, molte hanno venduto l’intera produzione di quest’anno e alcune hanno anche ricevuto richieste per trasferimento di know-how e di produzioni. A conferma che questa formula contribuisce realmente ad incrementare l’export dei prodotti tipici dell’Isola, tutti gli importatori esteri accreditati hanno giudicato il Workshop

Agriturismo
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dell’Isas “il migliore evento per l’export organizzato in Sicilia”. Fra le numerose novità di questa edizione, si segnala che il principale importatore indiano di made in Italy, che è anche un maestro di yoga, ha richiesto la grappa siciliana per inserirla e diffonderne capillarmente l’uso nei quotidiani riti della meditazione yoga. A New Delhi sbarcheranno anche container di vini, olio e marmi pregiati siciliani. Un’industria messinese di caffè già presente negli Usa è diventata, con oltre mille esercizi forniti, il primo fra i torrefattori italiani a Manhattan, superando i principali marchi nazionali, e a Palermo ha ricevuto ulteriori commesse dal New Jersey, dal Belgio e dalla Finlandia. Un pasticcere di Castelbuono, famoso per il panettone fornito persino all’equipaggio dello Shuttle della Nasa, ha ricevuto richieste da tutti i buyers, soprattutto per l’ultima novità: un lievitato a base di radicchio. Un produttore di acciughe al naturale, noto poeta le cui opere sono tradotte in molte lingue, è stato particolarmente premiato dai buyer per l’innovativo packaging in latta che contiene piccoli scomparti in plastica monoporzione con apertura a strappo. Apprezzati negli Usa anche i prodotti biologici di un pittore-poeta che si distingue per le etichette artistiche. Ma il made in Sicily è diventato star protagonista della moda gastronomica soprattutto nei Paesi scandinavi. La catena finlandese di ristoranti “Il siciliano” ha acquistato vini, olio, liquori, formaggi, acciughe, spezie, aromi e caffè. I locali svedesi del gruppo “Il molino”, invece, serviranno marmellate, olive, olio, panettoni, miele, capperi e malvasia. Il famoso buyer e giornalista enologo australiano Clive Hartley ha ordinato particolari etichette di vini moscato, malvasia delle Lipari, passito, nero d’Avola e zibibbo. In Australia giungeranno anche cioccolata, pistacchi, capperi cunsati e olio. Un’azienda che finora aveva venduto nella sola Inghilterra l’intera produzione di dolci di mandorla e pistacchio, dovrà raddoppiarla per rifornire anche gli Usa. La folta delegazione di importatori statunitensi ha commissionato, in generale, capperi di Salina, caffè, ceramiche, argenti, prosciutti, formaggi dei Monti Sicani, dolci, pasta, limoncello, olio, acciughe, torroni, prodotti cotti come cornetti e arancine. I buyers giapponesi, fra cui un’assaggiatrice di olio e lo chef di una catena di supermercati, hanno richiesto soprattutto olio, creme di nocciola e pistacchio, pistacchi di Bronte, marmellate. Infine, farà il debutto sugli scaffali dei negozi alimentari di Malta il liquore di ficodindia.

 

 

 
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