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India, l’Italia promuove le sue macchine agricole |
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Siglata intesa tra Unacoma e Camere commercio indiane |
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ROMA (17 aprile 2008) – Le macchine agricole made in Italy alla conquista dell’India. Unacoma, l’associazione nazionale dei produttori di macchine agricole, ha siglato, infatti, un protocollo d’intesa per rafforzare la cooperazione nel settore della meccanizzazione agricola. L’accordo è stato firmato ieri a Nuova Delhi tra i rappresentanti delle aziende italiane e la Ficci, la Federazione indiana delle camere di commercio. Tra le prime iniziative ci sarà l’organizzazione il prossimo anno di una fiera internazionale dedicata alle macchine e attrezzi agricoli che si terrà nel campus dell’Indian Agricoltural Research Institute a Nuova Delhi. Si tratta dell’università dove è nata la “green revolution” degli anni Settanta che consentì |
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| all’India di diventare autosufficiente per il suo fabbisogno alimentare. Da qualche anno l’agricoltura indiana, che occupa il 70% della popolazione, non riesce più a soddisfare la domanda di cibo che è aumentata a causa dell’incremento demografico, di nuove abitudini alimentari e anche della richiesta di bio combustibili. «Il governo – spiega Marco Acerbi, responsabile degli eventi internazionali di Unacoma – dovrà lanciare presto una nuova rivoluzione agricola per aumentare la produttività e l’unico modo possibile è attraverso lo sviluppo della meccanizzazione». L’Italia è il secondo produttore per volumi di macchine agroindustriali dopo gli Stati Uniti. «Le nostre aziende possono offrire una vasta gamma di macchinari che ben si adattano a tutti i climi e terreni indiani – aggiunge –. Abbiamo una notevole esperienza maturata in America Latina e anche in Africa». In India sono già presenti alcuni grandi gruppi, tra cui la Same, Carraro, Case-New Holland e Lombardini. |
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