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I produttori bussano al nuovo Governo

 

Le priorità: difesa del made in Italy e ripresa economica

 
   

ROMA (16 aprile 2008) – Calato il sipario sulle elezioni politiche che hanno dato agli italiani un nuovo Governo, le organizzazioni dei produttori si fanno sentire per esprimere le loro priorità.

Coldiretti I risultati elettorali «hanno snellito un quadro politico particolarmente confuso e promosso una maggioranza chiara nei due rami del Parlamento, con una forte discontinuità rispetto al passato e tutti i presupposti per garantire finalmente stabilità e governabilità». È quanto  afferma il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, in un telegramma di congratulazioni inviato al leader del Popolo della

Palazzo Chigi
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Libertà, Silvio Berlusconi, vincitore nel confronto elettorale. «Anche per i gravi danni provocati dall’emergenza rifiuti, difendere il made in Italy nella difficile congiuntura economica internazionale è – sottolinea il presidente della Coldiretti – prioritario per la prossima legislatura dove ci sono le condizioni per operare con autorevolezza nei negoziati a livello comunitario ed internazionale». E, come evidenziato nel recente incontro dell’organizzazione agricola col nuovo premier, «occorre rafforzare le imprese agricole anche nella loro capacità produttiva e ridurre i costi e i troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al giusto prezzo per tutti e ridurre la crescita dell’inflazione. Ciò si lega anche alla necessità di avere più cibo italiano in tavola, puntando su qualità, identità, sicurezza e salute».

Confagricoltura «I partiti che hanno vinto la competizione elettorale governino mettendo economia e imprese al centro delle priorità politiche». Così il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, per il quale è giunto il momento di: «avviare una fase costituente per riformare
l’ordinamento della Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli istituzionali e ridefinire ruoli e competenze degli enti locali». La complessa congiuntura impone, secondo l’organizzazione agricola, che le decisioni concernenti il settore primario «occupino, e da subito, un posto di rilievo» nell’agenda del governo. «Serve –  a parere della Confederazione agricola – una definitiva stabilizzazione del sistema fiscale, un deciso rilancio della ricerca e dell’innovazione; ma anche politiche del lavoro tese alla semplificazione ed alla sostenibilità degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro irregolare. E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche». Su tutto, conclude il presidente Vecchioni, «va garantito un ruolo più incisivo e determinante nelle sedi internazionali».

Cia «Un’azione vigorosa che permetta al sistema imprenditoriale di avviare subito una nuova fase di sviluppo, con un’attenzione particolare all’agricoltura». È quanto sottolinea il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, che al nuovo parlamento e al nuovo governo sollecita «precise priorità: una rinnovata politica agraria, la Conferenza nazionale sull’agricoltura, la programmazione degli interventi e la concertazione». Per dare certezze ai cittadini e agli operatori, secondo Politi, «la nuova legislatura deve essere realmente costruttiva». Del resto, «impresa, internazionalizzazione, interprofessione» sono le linee guida del documento presentato dalla stessa confederazione in occasione del voto «per accrescere le capacità concorrenziali delle imprese agricole, e per promuovere e difendere il made in Italy alimentare» sostenendo ricerca e innovazione; il capitale umano; la semplificazione amministrativa. «Ma la definizione della nuova politica agraria – conclude Politi – deve, però, essere compito della Conferenza nazionale sull’agricoltura».

 

 

 
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