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Il caro-prezzi sotto la lente di Strasburgo |
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Il Parlamento Ue si riunisce per affrontare il problema |
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ROMA (22 aprile 2008) - L’aumento del prezzo del petrolio e della domanda alimentare dei Paesi emergenti, il calo della produzione e delle scorte agricole, lo sviluppo delle colture energetiche e i disastri climatici sono i principali imputati del continuo rialzo dei prezzi alimentari nell’Unione europea e nei Paesi in via di sviluppo, argomento oggi in discussione al Parlamento europeo di Strasburgo. A marzo, secondo dati Eurostat, il tasso d’inflazione annua dell’Ue è aumentato fino al 3,8% e quello della zona euro ha raggiunto il 3,6% contro, rispettivamente, il 2,3 e l’1,9 registrati l’anno precedente. Nel solo mese di marzo, i prezzi sono aumentati dell’1% nell’Ue e dello 0,8 nella zona euro. A trainare la corsa dei prezzi |
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| sono stati l’insegnamento (9,6%), i prodotti alimentari (6,2%) e i trasporti (5,6%). Più in particolare, i carburanti per i trasporti, i combustibili liquidi, il latte, il formaggio e le uova hanno avuto il più forte impatto sul rialzo del tasso globale d’inflazione. L’Italia Per quanto riguarda i prezzi alimentari in Italia, la Coldiretti ha sottolineato che i dati Istat sull’inflazione nel mese di marzo evidenziano un aumento tendenziale degli alimentari del 5,5%, con punte del 16,8% per la pasta e del 13% per il pane. Poiché circa l’86% dei trasporti italiani avviene su gomma, ha inoltre osservato l’organizzazione agricola, a subire gli effetti della fiammata dei prezzi del gasolio è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica incidono dal 30 al 35% per frutta e verdura e assorbono in media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari. Inoltre, tra i fattori della produzione che hanno subito maggiori rincari nelle campagne figurano i fertilizzanti (+30,1%), i mangimi (+ 22,4%) e i carburanti (+7,4%), mentre, tra le attività agricole, quelle che hanno subito incrementi record nei costi sono l’allevamento e la coltivazione dei cereali come frumento, mais e riso. Nel mondo Non è diversa la situazione registrata nel resto del mondo. Secondo il Financial Times, «molti Paesi produttori hanno deciso di imporre restrizioni alle esportazioni di beni alimentari per soddisfare la domanda interna, con il rischio di provocare una spirale al rialzo dei prezzi a livello mondiale». Secondo gli esperti citati dal quotidiano economico, inoltre, i prezzi delle materie agricole come il grano «sono destinati a rimanere alti per i prossimi due anni per poi rallentare nella crescita a partire dal 2010 quando si sentirà l’effetto dell’aumento dei raccolti». Il forte rialzo dei prezzi degli alimenti di base e del carburante ha addirittura provocato delle rivolte che hanno causato diverse vittime in alcuni paesi a basso reddito, come l’Egitto, il Camerun, Haiti e il Burkina Faso, l’Indonesia, la Costa d’Avorio, la Mauritania, la Bolivia, il Senegal e l’Uzbekistan. Secondo la Banca mondiale, 33 paesi sono a rischio di sommosse civili per le stesse ragioni. Il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, ha di recente sottolineato la gravità del problema paventando il rischio di propagazione di queste sommosse nei paesi dove dal 50 al 60% del reddito è destinato all’alimentazione. La Fao attribuisce questa impennata dei prezzi a un insieme di fattori, tra cui la riduzione della produzione agricola dovuta ai cambiamenti climatici, la poca disponibilità di scorte alimentari, l’aumento del consumo di carne e di prodotti lattiero-caseari nei paesi emergenti, la crescita della domanda per la produzione di biocarburanti, la siccità e l’aumento dei prezzi dell’energia e dei trasporti. Diouf ha quindi sottolineato che i prezzi alimentari nel mondo sono aumentati del 45% nel corso degli ultimi nove mesi. Secondo l’Onu, infine, «i prezzi di derrate di base, come riso, fagioli secchi, frutta e latte condensato, sono aumentati del 50% nell’ultimo anno, mentre quello della pasta è più che raddoppiato». Il prezzo del grano, da calcoli della Banca mondiale, è aumentato del 181% nel corso degli ultimi tre anni. A inizio marzo nel corso di un’audizione al Parlamento europeo, la direttrice del Programma alimentare mondiale (Pam), Josette Sheeran, aveva dichiarato di aver scritto a venti importanti donatori dell’agenzia per l’assistenza alimentare. Le previsioni fatte per il 2008, ha affermato, devono essere riviste per tenere conto dell’aumento dei prezzi alimentari e dell'energia nel mondo. Se a metà del 2007 si calcolava servissero 2,9 miliardi di dollari per assistere 73 milioni di persone in 78 paesi, ora servono almeno ulteriori 500 milioni di dollari. Se a giugno non arriveranno altri finanziamenti, ha ammonito, il Pam dovrà ridurre le razioni alimentari o il numero di persone che assiste. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||