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Ponte del 1 maggio, continua boom in agriturismo

 

Secondo Coldiretti tra gli italiani tira anche il picnic in campagna

 
   

ROMA (30 aprile 2008) - Per il ponte del primo maggio dovrebbero essere oltre 300mila gli ospiti delle aziende agrituristiche italiane. La stima è stata presentata oggi dalla Coldiretti che ha elaborato dati Federalberghi che prevede che queste strutture accoglieranno il 6,8% dei 4,9 milioni di italiani in vacanza per il ponte del primo maggio. «Molte di queste aziende agricole – precisa la Coldiretti in una nota – si sono attrezzate con l’offerta di alloggio, di pasti completi, di colazioni al sacco
o hanno messo a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare anche le esigenze di indipendenza». «Potrebbero invece essere quasi tre milioni – sempre secondo la stessa organizzazione agricola – gli italiani che

Agriturismo
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trascorreranno le prossime festività andando in campagna anche solo per un giorno. Attualmente, secondo una stima, le aziende agrituristiche italiane accreditate sono circa 18 mila. Nel 2007 il comparto ha raggiunto per la prima volta il miliardi di euro di fatturato grazie soprattutto alla diversificazione dei servizi».
Secondo Coldiretti, inoltre, «saranno quasi tre milioni gli italiani che trascorreranno il primo maggio, in compagnia di parenti e amici, con picnic al mare, al lago o nel verde, secondo una tradizione che resiste nel tempo e che in molte regioni vede come protagonista un menu a base di fave e pecorino». Braciolate sul posto, ma anche frittate, pasta al forno preparata in casa, pollo e verdure crude e cotte sono i piatti preferiti del menu all’aria aperta dove in molte regioni è irrinunciabile l’abbinamento fava e pecorino che unisce due prodotti della tradizione agroalimentare nazionale conosciuti entrambi fin dal tempo degli antichi romani. «L’Italia – precisa la Coldiretti – produce quasi 60 milioni di chili di fave fresche che sono state vendute quest’anno a prezzi stabili compresi tra uno e due euro, mentre sono ben cinque i pecorini nazionali che hanno ottenuto la protezione comunitaria come denominazioni di origine».

 

 

 
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