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Vacanze, il turismo enogastronomico vale 5 miliardi

 

I prodotti tipici sono il vero motore della vacanza made in Italy

 
   

ROMA (8 agosto 2008) - Il turismo enogastronomico vale cinque miliardi e si conferma il vero motore della vacanza made in Italy. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’Italia è l’unica nel mondo a poter offrire 172 prodotti a denominazione di origine protetta, 469 vini a denominazione Doc, Docg e Igt che vengono valorizzati durante l’estate nelle città del vino (546 comuni), dell’olio (284), del biologico (60) e del pane (42) o lungo le 135 strade del vino e dei sapori che percorrono praticamente tutto lo Stivale. A questi si aggiungono ben 4.396 prodotti tradizionali regionali, un patrimonio che dall’estate 2008, grazie anche all’azione della Coldiretti, è stato dichiarato per decreto come espressione

turismo enogastronomico
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del patrimonio culturale italiano: dai fagioli zolfini toscani al formaggio puzzone di Moena del Trentino, dai lampascioni sott’olio pugliesi al pane carasau della Sardegna, dalla grappa veneta alla porchetta di Ariccia nel Lazio, l’elenco riguarda una vasta gamma di prodotti che divengono i più apprezzati souvenir delle vacanze. «Il patrimonio agroalimentare nazionale – sottolinea la Coldiretti – ha conseguito primati mondiali nei vini, nei prodotti a denominazione di origine, nel biologico e nelle specialità tradizionali. Il cibo e la buona cucina sono per quasi due italiani su tre (63%) il simbolo del made in Italy e battono la cultura e l’arte fermi al 24%, la moda con l’8%, la tecnologia (3%) e lo sport (2%) secondo un sondaggio on line della Coldiretti». Per Coldiretti, questo è dimostrato dal fatto che «il souvenir enogastronomico tipico del luogo di vacanza è il preferito dai turisti nazionali e stranieri che trascorrono le ferie estive in Italia, come dimostra una ricerca dell’Ice nella quale si evidenzia che a mantenere vivo il ricordo dell’Italia per quasi uno straniero su due (45%) sono proprio il cibo e il vino made in Italy». A essere particolarmente attratti dalle specialità alimentari made in Italy sono nell’ordine i cittadini svedesi (70%) e americani (58%), mentre il gradimento è più basso per quelli cinesi (31%) e per i russi (28%) che preferiscono i prodotti della moda. E se i diciottomila agriturismi presenti lungo tutta la Penisola sono i luoghi ideali dove riscoprire i sapori delle tradizioni, in Italia sono aperti al pubblico ben 57.530 frantoi, cantine, malghe e cascine dove è possibile comperare direttamente, secondo il rapporto dell’Osservatorio sulla vendita diretta delle aziende agricole promosso da Coldiretti.

 

 

 
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