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Prezzi, il 18 settembre lo sciopero della spesa |
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L’iniziativa di protesta contro i rincari degli ultimi sei mesi |
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ROMA (26 agosto 2008) - È fissato per il 18 settembre lo sciopero della spesa, l’iniziativa di protesta proclamata da Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), a cui ha già aderito l’associazione Codici, che quest’anno si tradurrà in un invito da parte delle associazioni a non acquistare il pane. «L’allarmante crisi economica che attraversa l’Italia e impoverisce sempre di più le famiglie – spiegano le quattro associazioni, rendendo nota la data dell’iniziativa – necessita una dura lotta, ferme prese di posizione e la partecipazione di tutti. L’incessante escalation dei prezzi, soprattutto per i principali generi alimentari, continua infatti ad impoverire e a stremare i cittadini». Per questo, |
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aggiungono, «invitiamo fortemente ad aderire in massa allo sciopero del pane per manifestare i disagi causati dall’impennata dei rincari e il dissenso nei confronti delle istituzioni. L’immobilismo del Governo – concludono – è infatti la causa principale del terribile autunno che sta per abbattersi sui consumatori». Panificatori «Fa piacere constatare che la proposta dello sciopero del pane arrivi proprio dalle associazioni dei consumatori». È quanto afferma la Federazione italiana panificatori (Fippa) in risposta all’annuncio dello “sciopero della pagnotta” da parte di Adusbef, Federconsumatori, Codacons e Adoc. La Fippa evidenzia in una nota come siano «le stesse associazioni che hanno tanto caldeggiato le liberalizzazioni, accettate dai fornai e contestate dalle altre categorie, perché avrebbero fatto scendere il prezzo del pane. Il prezzo invece non è diminuito – prosegue la Fippa – ma oggi è possibile per chiunque aprire un panificio e verificare direttamente quanto guadagnano, a dirla con Rienzi, i “panettieri speculatori”». Coldiretti Più spazio ai prodotti locali e di stagione sugli scaffali della grande distribuzione: è la proposta contro il caro-prezzi nel settore alimentare lanciata dalla Coldiretti, che sottolinea come «il trasporto incide fino al 30% dei costi di frutta e verdura». Favorire i prodotti vicino ai luoghi di consumo, spiega il presidente dell’organizzazione, Sergio Marini, «non solo consente di risparmiare ottimizzando il rapporto prezzo e qualità, ma anche di contenere i costi energetici ed ambientali legati ai prodotti importati da lunghe distanze». Marini sottolinea che l’aumento del costo del petrolio «ha fatto esplodere il costo dei trasporti e messo in discussione il principio base della globalizzazione in base al quale si consumano i prodotti realizzati dove costa meno, mentre oggi è necessario favorire la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in quelli ricchi». L’organizzazione ricorda che in Italia l’86% delle merci viaggia su strada «ed è stato stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave e/o aereo prima di arrivare sulla tavola e spesso ci vogliono più calorie di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali». Per questo Coldiretti ha promosso il progetto “a chilometri zero” per favorire il consumo di prodotti locali e di stagione, sostenendo iniziative di legge popolare, già positivamente concluse in Veneto e Calabria, in tutte le Regioni. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||