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Contro il caro-prezzi scende in campo l’Ue

 

Aumento delle quote latte e 4 milioni di ettari per i cereali

     

ROMA (20 settembre 2007) - Aumento della produzione dei cereali e aumento delle quote latte. Sarà questa la risposta dell’Unione europea alle tensioni che si stanno registrando sui prezzi dei cereali e del latte. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro uscendo dal tavolo di filiera sui prezzi che si è svolto stamattina al Mipaaf. «Mercoledì prossimo – ha annunciato De Castro – il consiglio informale dei ministro dell’agricoltura Ue deciderà di destinare alla produzione cerealicola 4 milioni di ettari messi a riposo». «È un segnale – ha aggiunto il ministro – per far capire che l’Europa usa la Pac non solo per difendere gli agricoltori ma anche i consumatori». Un analogo indirizzo, ha

Caro prezzi
 
 
 
 
 
 
 
 

spiegato il ministro, sarà dato in materia di quote latte: «L’indicazione – ha precisato – sarà quella di aumentare le quote per arginare la situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato che non riguarda la verifica sulla Pac che si svolgerà nel 2008». Ma cereali e latte non sono gli unici prodotti al centro della bufera prezzi. I rialzi hanno infatti toccato anche il comparto dell’ortofrutta. Ed ecco che, all’incontro di oggi, non si sono fatte attendete le proposte delle organizzazioni di categoria. Per la Confederazione italiana agricoltori, ad esempio «per contrastare i rincari ingiustificati e le speculazioni sui prodotti agroalimentari di prima necessità occorre rafforzare i rapporti interprofessionali, rendendo più efficiente e trasparente la filiera dal campo alla tavola». «Bisogna fare massima chiarezza – ha rilevato la Cia – per evitare aumenti gonfiati al dettaglio che danneggiano le famiglie italiane, riducendone il potere d’acquisto, e gli stessi agricoltori che non alimentano affatto la spirale dei rialzi». «I centesimi riconosciuti per i prodotti agricoli in campagna – gli fa eco la Coldiretti – diventano euro per i consumatori quando vanno a fare la spesa a causa della moltiplicazione dei prezzi, con il latte fresco che aumenta di tre volte dalla stalla alla tavola e il pane che viene addirittura venduto a prezzi di dodici volte superiori a quello del grano». «Sul fronte dei prezzi – ha detto il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni – servono interventi strategici e di lungo respiro, non ipotesi estemporanee che lasciano il tempo che trovano». Per il presidente di Confagricoltura occorre in primo luogo un’analisi approfondita e tempestiva di quanto accade poiché «le previsioni a lungo termine sono sempre difficili, ma non può mancare un’indicazione puntuale, ed ufficiale, sull'andamento dei prezzi all’origine ed al consumo». Deciso il coordinamento tra le organizzazioni della Cooperazione agroalimentare (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital e Ascat Unci) che ha chiesto l’impegno di tutti gli attori della filiera a contenere i prezzi, riconoscimento di come avviene la formazione del prezzo e revisione della Pac per far fronte ad una situazione di assoluta straordinarietà, dovuta a fattori strutturali e congiunturali che hanno portato alla mancanza della materia prima sui mercati internazionali, con conseguenti squilibri sui prezzi. «Ben vengano in questo momento – ha detto Luciano Sita a nome del coordinamento – le misure di medio termine relative alla conversione di 4 milioni di ettari di superficie destinata al set aside e la proposta di estendere le quote latte. Si tratta di misure che possono, fra l'altro, contribuire a scoraggiare le speculazioni». A gettare acqua sul fuoco ha pensato il presidente di Federalimentare, Gian Domenico Auricchio: «Gli aumenti che applicheremo subito ai nostri listini riguarderanno solo i generi alimentari più colpiti e, soprattutto, saranno contenuti. Una famiglia composta da 4 persone, infatti, spenderà, secondo le nostre stime, circa 5 euro in più ogni mese, per un totale di 60 euro in più all’anno, se tutti gli operatori agiranno responsabilmente».

 
   
   
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