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Gli Ogm nel mirino dei francesi

 

Per il ministro dell’ecologia Borloo dovranno essere coltivati solo a scopo di ricerca

     

PARIGI (21 settembre 2007) – No alle coltivazione transgeniche, a meno che non siano destinate a scopi scientifici. È questa la via che la Francia intende imboccare nel 2008, con una legge che controllerà in maniera più rigorosa la produzione e la commercializzazione degli Ogm. Alla notizia, riportata da Le Monde, ha replicato con cautela il ministro dell’agricoltura Michel Barnier, osservando che «la questione non è stata ancora decisa». Secondo Le Monde, invece, il governo sta preparando «un blocco della commercializzazione dei semi geneticamente modificati» in attesa dell’adozione della nuova legge. A confermarlo al giornale è stato il ministro dell’ecologia, Jean-Louis Borloo:

No agli Ogm
 
 
 
 
 
 
 
 

«Siamo tutti d’accordo sugli Ogm: non se ne può controllare la proliferazione, dunque non è il caso di correre rischi». Se questo orientamento – scrive Le Monde – resisterà alle pressioni dei coltivatori, della Fnsea (la Confagricoltura francese) e dell’associazione dei produttori di mais, ci sarà una vera svolta nella politica sempre incerta dei governi, di sinistra e di destra, da quando è sorta la questione Ogm, nel 1996. Intanto da Bruxelles, un portavoce della Commissione europea ha ricordato che con ogni probabilità una simile moratoria andrebbe contro le regole dell’Ue, secondo le quali le autorizzazioni per la commercializzazione devono essere stabilite a livello comunitario. In Francia, comunque, le coltivazioni Ogm restano marginali: secondo i dati, ne sono interessati 22 mila ettari, cioè meno dell’1% delle superfici coltivate a mais, e circa 400 coltivatori, cioè meno di un agricoltore su mille.

 
   
   
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