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Italia soffocata dall'emergenza clima

 

L’allarme lanciato alla Conferenza della Fao: «Pesanti le ricadute per l'agricoltura»

     

ROMA (13 settembre 2007) Il nostro Paese è tra quelli che pagheranno il maggior prezzo in termini di danni ambientali. La temperatura in Italia è aumentata a un ritmo quattro volte di più veloce che nel resto del mondo, le piogge sono diminuite del 5% nell’ultimo secolo, avanza la siccità e non solo nel sud ma anche sulla Pianura Padana. Questo l’allarme clima lanciato dalla prima Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici promossa dal ministero dell’Ambiente e organizzata dall’Agenzia per la protezione dell’Ambiente (Apat) che si è aperta ieri a Roma e che proseguirà anche oggi, al Palazzo della Fao. Per il Capo dello Stato «è essenziale che l’Europa parli con una sola voce». Il presidente della Camera,

Cambiamenti Climatici
 
 
 
 
 
 
 
 

Bertinotti ha parlato di «politica di rapina e di dominio della natura che per un lungo ciclo economico ha perpetrato un tipo di sviluppo fordista-taylorista». E il ministro per l’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio ha detto: «Il cambiamento climatico è qui e ora» e ha chiesto un «piano nazionale di sicurezza ambientale» perchè l’Italia pagherà il maggior prezzo in termini di danni ambientali, perdite di vite umane e salute, costi economici. In particolare, le peggiori previsioni dei climatologi sono già realtà a Milano e Trieste 3 gradi sopra la media, a Bologna (+2,5°), a Firenze (+2,3°), a Torino (+2,2°), a Roma (+1,3°), a Napoli (+1,8°) e a Palermo (+1°). Solo Bari risulta in controtendenza. Ecco i nodi dell’emergenza clima in Italia:
- Agricoltura: «Non esistono politiche ambientali che non coinvolgano l’agricoltura». Il ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro, ribadisce così la sua linea di intervento rispetto al ruolo dell’agricoltura che governa 17,5 milioni di ettari del territorio italiano. «Il coinvolgimento dell’agricoltura è importante, sia dal punto di vista delle politiche – spiega De Castro – e in questo caso richiamo l’impegno sottoscritto con l’allora ministro David Milliband, sul tema della riforma della Pac e i cambiamenti climatici». «La priorità – aggiunge – è quella di rivedere il piano irriguo nazionale che nel 2007 è stato finanziato dal governo, con un intervento di oltre un miliardo di euro». Il passo successivo sarà quello di costruire un nuovo piano irriguo nazionale «per far fronte ai cambiamenti climatici che hanno il loro maggiore impatto sull’attività agricola che senz’acqua ha difficoltà».
- Costi: a partire da 50 miliardi l’anno la stima dei costi per far fronte ai danni prodotti dai cambiamenti climatici. Secondo Pecoraro Scanio, tagliare le nostre emissioni di gas serra servono da 3 a 5 miliardi l’anno, predisporre le misure di adattamento costa da un miliardo e mezzo a due miliardi di euro l’anno. La differenza tra i costi della non azione e quelli dell’azione è tra 10 e 40 volte maggiore a favore dell’azione. Tagliare le emissioni e fare l’adattamento costa tra meno di cinque e sette miliardi ogni anno.
- Riscaldamento record in Italia: negli ultimi 50 anni in Italia si è registrato un aumento di temperatura di 1,4 gradi, una velocità di 2,8 gradi per secolo, quattro volte sopra la velocità media mondiale degli ultimi 100 anni. Attualmente l’aumento di temperatura è pari a 0,28 gradi per decade, un ritmo di crescita che se si confermasse porterebbe l’aumento alla quota di 2,8 gradi di media al secolo.
- Coste: un chilometro su tre delle nostre coste basse è in arretramento e 33 aree costiere rischiano di essere sommerse dal mare nei prossimi decenni. Oltre il 40% della attuale costa bassa sabbiosa italiana è in erosione. Tempeste, piogge e innalzamento del mare creano condizioni di rischio potenziale per tutti i 4.000 km di costa bassa e sabbiosa italiana
- Ghiacci: hanno perso la metà del loro volume e il 30% della loro superficie in meno di un secolo. Negli ultimi 20 anni i ghiacciai alpini hanno perso il 20% della loro estensione. Non sfuggono a questo destino gli 800 ghiacciai italiani: secondo i dati infatti il caldo cresce sulle Alpi a un ritmo doppio rispetto alle pianure e alle coste europee.
- Piogge e siccità: piogge in diminuzione del 5% nell’ultimo secolo. Oggi ci sono 14 giorni di pioggia in meno ogni anno nel sud. La siccità avanza e la desertificazione sta diventando un problema non solo per il sud ma anche per la Pianura Padana.
- Salute: incremento dei decessi in Europa a causa delle ondate di calore stimato tra ottomila e 12 mila persone l’anno e per ogni grado di aumento della temperatura media.

 
   
   
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