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Sicilia, pronti a inserire l'Acquacard |
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Un progetto del Sias per razionalizzare il consumo delle risorse irrigue |
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| di Roberto Giaconia | |||||||||||
PALERMO (28 settembre 2007) - Razionalizzare il consumo di risorse irrigue, istruendo gli agricoltori a non sprecare l’acqua: il tutto ottenuto con il semplice utilizzo di una carta elettronica. Questo l’obiettivo di un progetto di razionalizzazione delle acque irrigue consortili che il Sias (Servizio informativo agrometeorologico siciliano) è pronto ad avviare in collaborazione con il Consorzio 9 di Catania. «Gli imprenditori agricoli siciliani – osserva il responsabile del Sias, Antonino Drago – provvedono a irrigare i propri campi prevalentemente in maniera autonoma, ma in alcune zone devono ricorrere all’utilizzo delle risorse irrigue consortili che nell’Isola sono gestite da undici consorzi». |
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Il progetto interessa un’area di circa 200 ettari destinati alla coltivazione agrumicola nella Piana di Catania, più precisamente fra i territori di Motta Santa Anastasia e Paternò. «La prima cosa che faremo – sottolinea il responsabile del Sias – sarà installare delle centraline elettroniche che consentano di stabilire, per tempo, la reale quantità d’acqua che l’agricoltore dovrà somministrare alle sue coltivazioni». Agli imprenditori coinvolti nel progetto il Sias consegnerà una carta elettronica, denominata Acquacard, che dà la possibilità di accedere alla propria centralina di distribuzione dell’acqua. Ogni centralina sarà programmata in modo da poter fornire la quantità d’acqua necessaria all’appezzamento cui è collegata, rispettando l’effettivo fabbisogno della coltura presente nel terreno in quel determinato periodo dell’anno. «Grazie all’Acquacard potremo finalmente distribuire le risorse idriche in maniera oculata – dichiara Drago. – Tutto ciò ci consentirà di passare dall’erogazione a turno a un’erogazione basata sulla domanda, con la conseguente possibilità di tariffazione reale dell’acqua consumata». Ad oggi, infatti, le zone della Sicilia che utilizzano le risorse irrigue consortili ricevono l’acqua a turnazione con la conseguenza che talvolta gli imprenditori ne fanno abuso non guardando ai reali bisogni delle colture, tanto più che il pagamento dei consumi avviene in maniera forfetaria. «In questo modo – conclude Drago – gli imprenditori agricoli capiranno che l’acqua non va sprecata e impareranno ad utilizzare solo la quantità necessaria al proprio appezzamento». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||