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Spesa? No grazie, l’Italia entra in sciopero    

Giovedì 13 la manifestazione contro l’aumento ingiustificato dei prezzi

 
   

ROMA (11 settembre 2007) - Una giornata per dire no ai rincari sui prodotti alimentari. A organizzarla per giovedì 13 sono state le associazioni dei consumatori. La manifestazione toccherà tutta Italia, ma avrà il suo fulcro in piazza Montecitorio, a Roma, dove verranno distribuiti gratuitamente pane, pasta e latte. «Dal 2006 al 2007 – denunciano le associazioni – i prezzi dei generi primari sono aumentati tutti: un chilo di farina è passato da 0,80 a 0,89 (+ 11%), un chilo di penne da 0,90 a 1,10 (+22%), un chilo di pane da 2,10 a 2,46 (+17%) e infine un chilo di spaghetti è passato da 0,90 a 1,14 (+27%)». «Di contro – denunciano i tecnici – il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori è lo stesso del 1985, mentre da allora il divario dei prezzi fra grano e pane è cresciuto del 750%. Alla produzione il latte costava 32 centesimi al litro nel 1990 e costa oggi 33 centesimi, ma per il consumatore il prezzo è passato dai 75 centesimi del 1990 a 1,40 euro». Per questo le associazioni chiedono «la diminuzione del 5% di tutti i prezzi e le tariffe». Alla manifestazione prenderà parte anche la Cia Sicilia che aderirà alle principali iniziative promosse a Palermo e a Catania. Per la Cia, «i prezzi si gonfiano enormemente lungo la filiera dei prodotti agroalimentari e i rincari dei beni alimentari, compresi quelli di prima necessità come pane, pasta e latte, non sono

Sciopero spesa  

giustificati dagli aumenti che le materie prime hanno registrato nell’ultimo anno». «L’incidenza del valore della materia prima agricola – continua la Cia – in genere non supera il 20% del prezzo finale, ecco perchè il recupero dei prezzi all’origine non giustifica un rincaro così consistente di alcuni prodotti come pane, pasta e latte». «Un chilo di pomodori – ricordano i produttori – viene pagato agli agricoltori 5 centesimi al mercato e costa 1 euro e mezzo». Rincari che hanno determinato un crollo dei consumi. Un esempio su tutti, le vendite dei prodotti derivati dai cereali scese tra luglio e agosto del 6,5%. In occasione della giornata di sciopero della spesa, una delegazione di Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori incontrerà, sempre giovedì, il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, nella sede dell’Authority, in piazza Verdi, a Roma. «Con Catricalà – spiega il Codacons in una nota – faremo il punto sulla filiera ortofrutticola e sugli altri aumenti ingiustificati».

 

 

 
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