dei ministri agricoli europei di fissare una soglia di contaminazione dello 0,9%. «E per riuscirci – afferma la Coldiretti – occorre intervenire con misure di trasparenza introducendo al più presto il marchio del biologico italiano per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli. Una scelta che è già stata fatta da molti paesi europei come Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda, Svezia e Danimarca».«Il problema – spiegano gli addetti ai lavori – sta a monte: l’attuale normativa europea prevede infatti un elenco di Paesi extracomunitari (Argentina, India, Australia, Svizzera, Israele) la cui legislazione in materia di coltivazione, certificazione e commercializzazione dei prodotti biologici è stata riconosciuta equivalente al regolamento Ue». Questo nonostante il 70% delle importazioni di prodotti biologici avvenga ancora in base alle cosiddette “autorizzazioni d’importazione” rilasciate dalle autorità competenti dei singoli Stati europei, seguendo procedure che si basano esclusivamente sulla documentazione, senza effettuare controlli a campione in loco. Le importazioni di biologico in Italia arrivano oltre che da Paesi europei che non fanno parte dell’Unione (45%) anche dal Sud America (17%), dal Centro e Nord America (16%), dall’Africa (12%), dall’Asia (10%), con la Cina in rapida crescita che gli ha permesso la conquista del terzo posto a livello mondiale.
Intanto domani, sabato 15, prenderà il via al Sana la consultazione nazionale “Italiaeuropa-liberi da Ogm - Un sì per il futuro”. Nel corso dell’incontro saranno presentati i risultati dell’indagine sugli effetti di una eventuale contaminazione da Ogm sul biologico italiano: «Nel primo semestre del 2007 – riferisce la Coldiretti – sono aumentati del 9% i consumi familiari di alimenti biologici con valori record per i prodotti per l’infanzia (+47%) e per riso e pasta (+16%), sulla base dei dati del panel Ismea - Ac Nielsen sui consumi domestici di prodotti biologici confezionati, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno». I maggiori consumatori di prodotti biologici risiedono al Nord con il 73% del totale degli acquisti, mentre il 19% vive nel Centro e in Sardegna e appena l’8% al Sud e in Sicilia. Il settore dei prodotti biologici in Italia realizza un fatturato complessivo stimato pari a 1,5 miliardi di euro. L’Italia con quasi cinquantamila imprese agricole impegnate è prima in Europa e quinta nel mondo per superficie agricola dedicata all’agricoltura biologica, pari a 1.147.459 ettari, preceduta solo da Australia, Argentina, Cina e Stati Uniti che dispongono di maggiori superfici coltivate.