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Agroalimanetare, il made in Italy piace all’estero

   

Nei primi 5 mesi del 2007 le esportazioni sono cresciute dell’8%

 
   

ROMA (7 settembre 2007) - Il ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro commenta gli ultimi dati Istat sull'import-export agroalimentare italiano nei primi 6 mesi dell'anno e dice che non c'è niente di cui allarmarsi, perché «il quadro complessivo non evidenzia elementi di criticità».  «Alcuni commenti che hanno accompagnato la recente diffusione dei dati Istat (4 settembre) – afferma De Castro – hanno di fatto alimentato l'opinione che questo settore del made in Italy abbia avuto una battuta di arresto nella crescita delle esportazioni. Una lettura che non risponde alla situazione reale. Occorre infatti analizzare i numeri in modo più attento.

export  
I dati Istat affermano che il saldo commerciale corrente del settore agroalimentare ha sfiorato i - 4,9 miliardi di euro. Il saldo è attribuibile per il 56% ai prodotti dell’agricoltura e della pesca e solo per il 44% ai prodotti trasformati (prodotti alimentari, bevande e tabacco). In termini assoluti, nel primo semestre il saldo negativo dell'agroalimentare è cresciuto di 61 milioni di euro: si passa infatti da -4.836 milioni di euro del 2006 a -4.897 del 2007». Si tratta, continua il ministro di «un risultato complessivo che non evidenzia elementi di criticità per le performance del settore agroalimentare. Infatti, l'incremento corrisponde ad un +1,2%, dato comunque inferiore alla crescita del tasso di inflazione, ed incorpora l’effetto finanziario dell'incremento dei prezzi internazionali di molti prodotti agricoli che l'Italia, essendone largamente deficitaria, si trova a dovere importare (cereali, semi oleosi, latte e derivati, zucchero). In pratica, la nostra esposizione è stata maggiore a causa dei rincari di questi generi, non perchè sia aumentato il volume degli acquisti all'estero». Si sottolinea infine che «nei primi 5 mesi del 2007 le esportazioni dei prodotti made in Italy (paniere composto da pasta, vino, salumi e prosciutti, formaggi) hanno ottenuto un incremento di oltre l'8% rispetto all’anno precedente. Ottimi in particolare i dati dei formaggi duri (+13%), dei salumi (+9%) e dei vini (+16% gli spumanti, +13% i vini rossi)».
 
   
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