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No alle etichette terroristiche sugli alcolici |
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Per l’Uiv le indicazioni sanitarie creerebbero inutili allarmismi |
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ROMA (25 settembre 2007) – Come indurre i giovani poco responsabili ad un consumo consapevole di bevande alcoliche? «La soluzione non sta nel riportare le indicazioni sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche». È quanto afferma in una nota Andrea Sartori, presidente dell’Unione Italiana Vini, convinto che i messaggi riportati sulle etichette non risolverebbero le questioni legate all’alcolismo giovanile. «Siamo disponibili – continua la nota – a forme di comunicazione nei luoghi di consumo che portino un messaggio equilibrato e non terrorizzante e possibilmente omogeneo a livello comunitario, al fine di evitare situazioni di concorrenza sleale e problemi organizzativi per le imprese». Sarà necessario, sempre secondo l’Uiv, |
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| «non penalizzare il vino, patrimonio della nostra cultura e ambasciatore dell’agroalimentare italiano nel mondo». Le avvertenze contro i danni da abuso dovrebbero quindi essere affiancate da quelle che sottolineano il valore salutistico di un consumo consapevole. In Europa, inoltre, non esiste nessuna disposizione vincolante valida per tutti i Paesi membri. In Irlanda, ad esempio, come già hanno fatto in Francia e in alcuni paesi scandinavi, s’introdurranno sulle etichette avvisi specifici per le donne in gravidanza, mentre in Inghilterra, dal 2009, saranno riportate indicazioni sulle unità alcoliche contenute per bottiglia e per bicchiere. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||