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Tra cereali, Ogm e zucchero la lunga giornata di Bruxelles  

È cominciata oggi la due giorni dei 27 ministri dell'Agricoltura Ue

 
   

BRUXELLES (26 settembre 2007) – È cominciata oggi la due giorni di lavoro dei 27 ministri dell'Agricoltura degli Stati membri dell'Unione europea. Dopo la prima giornata ecco le principali decisioni prese dal Consiglio.

Cereali Approvata la proposta della Commissione di fissare a zero il tasso di ritiro obbligatorio delle superfici dalla produzione per le semine dell’autunno 2007 e della primavera 2008. La modifica è stata introdotta per ovviare ad una situazione sempre più difficile sul mercato dei cereali con l’intento di far aumentare di almeno 10 milioni di tonnellate il prossimo raccolto di cereali. L’Italia, in seguito alla

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decisione, dovrebbe poter seminare altri 200 mila ettari in modo da calmierare i prezzi. La produzione, secondo i calcoli delle associazioni dei produttori, dovrebbe invece aumentare da 700 mila a un milione di tonnellate

Mais Ogm I ministri europei dell’Agricoltura non sono riusciti a trovare una maggioranza né a favore né contro l’autorizzazione di tre nuovi mais geneticamente modificati. Secondo la prassi, quindi, la decisione torna alla Commissione che, con ogni probabilità, darà il via libera formale. La richiesta di autorizzazione chiesta ai ministri dall’esecutivo Ue riguardava le varietà Das 59122, chiamata anche Erculex rw, e due ibridi, il 15057xnk603 e l’nk603mon810, che hanno già ricevuto la certificazione dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare.

Zucchero Raggiunto l’accordo per completare la ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero. Il provvedimento per l’Italia eviterà nuovi tagli e assicurerà ai bieticoltori fondi per 167,7 milioni. «Il regime di ristrutturazione – sottolinea una nota della Commissione – costituiva un elemento essenziale della riforma dell’organizzazione comune del mercato dello zucchero del 2006 offrendo ai produttori un incentivo finanziario per abbandonare il settore. Purtroppo – conclude la nota – nei primi due anni di applicazione del regime le rinunce alle quote sono state di gran lunga inferiori alle previsioni, per cui è stato necessario modificare il regime per renderlo più allettante».

Etichette
La Commissione europea sta esaminando se rendere obbligatoria l’indicazione del luogo di origine o provenienza sulle etichette dei prodotti alimentari. La novità potrebbe essere contenuta nella proposta di revisione della direttiva 2000/13/CE in materia di etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari che l’esecutivo comunitario dovrebbe presentare entro la fine del 2007. La proposta che sta trovando maggior consenso non prevede tuttavia l’obbligo di imporre l’origine su ogni alimento. Anche se la Commissione attualmente riconosce che l’origine debba essere indicata quando conferisce specifiche caratteristiche o quando i consumatori possono essere indotti in errore.

 

 

 
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