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Il suino mediterraneo protagonista di un simposio |
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Nel Messinese esperti a confronto per la tutela e la valorizzazione della specie |
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| di Annalisa Ricciardi | |||||||||||
PALERMO (11 ottobre 2007) - Parte oggi a Messina il VI simposio internazionale dedicato al suino mediterraneo, che proseguirà fino a sabato 13 ottobre. Oltre 150 esperti, tra cui 60 ricercatori e tecnici provenienti da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Slovenia, Croazia e Belgio si incontrano per fare il punto sulla ricerca scientifica in atto sul suino nero dei Nebrodi, di Maiorca, sull’Alentejano portoghese, ma anche sui suini autoctoni francesi, croati e sloveni. In una parola, sul suino mediterraneo. «La realizzazione del VI Simposio in Sicilia rappresenta un importante successo tecnico scientifico per tutti gli addetti del settore», dice l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, che continua: |
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«L’iniziativa mette in luce i risultati ottenuti negli anni dalla “comunione” delle competenze tecnico scientifiche siciliane che hanno permesso, anche se con notevole impegno e sacrifici, di impedire l’estinzione di una popolazione suina autoctona presente nell’Isola già nel periodo greco e cartaginese. Ciò ha contribuito alla diversificazione della filiera agroalimentare siciliana a favore di produzioni tipiche locali di elevato valore storico-culturale, fornendo indicazioni sulle tecnologie di produzione e sulle caratteristiche organolettico-nutrizionali sia del fresco che dei trasformati». I contributi scientifici, circa 130, sono stati selezionati da esperti di diverse nazionalità. Tra i partner che hanno organizzato il simposio, l’assessorato regionale all’Agricoltura, l’assessorato Agricoltura e zootecnia della provincia di Messina, il dipartimento di Morfologia, biochimica, fisiologia e produzioni animali dell’Università messinese, il Parco dei Nebrodi, l’Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia e il Consorzio di ricerca filiera carni (Corfilcarni) di Messina, che ha lavorato molto sul recupero del suino nero siciliano. Con circa 1.350 soggetti, tra cui 300 femmine (fonte: Associazione nazionale allevatori suini, 2007), rappresenta una delle razze suine italiane autoctone più conosciute e apprezzate non solo dagli addetti ai lavori, ma anche da una parte del grande pubblico dei consumatori regionali, nazionali e internazionali. «Il merito», spiega Chiofalo, «è da ascrivere al trasferimento in campo degli studi su questa razza e all’azione degli allevatori e trasformatori che, scegliendo opportunamente canali commerciali particolari, hanno fatto conoscere i prodotti di questo suino anche ben lontano dalla zona di origine e di produzione, fino alla costituzione nel 2001 del consorzio di tutela del suino nero dei Nebrodi e alla richiesta nel 2005 della Dop per la carne fresca». Nell’ambito del simposio sarà inoltre siglato un protocollo d’intesa tra Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Croazia, al fine di integrare gli sforzi di ciascun Paese per la tutela del suino mediterraneo. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||