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Vino, in Italia l’export cresce del 12%

 

Ma i consumi sono fermi e si temono provvedimenti penalizzanti

 
   

ROMA (1 ottobre 2007) - Nei primi sei mesi del 2007 l’Italia ha esportato vini nel mondo per un valore di 1,6 miliardi di euro: il 12% in più rispetto al corrispondente periodo del 2006. La prospettiva per fine anno potrebbe essere quella di un superamento dei 3,1 miliardi di euro totalizzati alla fine del 2006. A commentare i dati è l’Unione italiana vini il cui presidente, Andrea Sartori, aggiunge: «È l’ennesimo segnale di forza di un settore straordinario e trainante per tutto l’agroalimentare. Questo successo all’estero, che ormai è la norma, non deve farci dimenticare che in Italia lo scenario è ben diverso: i consumi sono fermi, se non in ribasso, e l’ombra di possibili provvedimenti normativi che potrebbero penalizzare ulteriormente

Cresce l'export di vino italiano
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l’immagine di un prodotto che è e resta patrimonio di tutti». Secondo Sartori, quindi, di fronte ad una situazione di questo genere «occorre trovare tutti insieme, imprenditori, politici, parti sociali il modo di coniugare il diritto alla salute e il diritto a essere consapevoli di ciò che si beve». L’Uiv rileva che la crescita è risultata buona anche per i quantitativi scambiati, con un risultato di +15% pari a 925.000 tonnellate. Positive le vendite nell’Unione europea, cresciute del 14% in valore (852 milioni di euro) e del 16% a volume (683.000 tonnellate), così come le esportazioni verso i paesi terzi, con un +9,8% in valore, a 759 milioni di euro, e un +11% in volume, a 241.000 tonnellate. Per quanto riguarda le aree di destinazione, l’Uiv segnala la crescita del 13% in Francia (43,2 milioni di euro), dell’11% in Germania (344 milioni) e del 21% nel regno unito (205 milioni). Seguono l’8% in Danimarca (42 milioni), il 17% in Svezia (34 milioni), il 16% in Finlandia (7,5 milioni) e il 7% in Austria (31 milioni). Fuori dall’Ue, ottimi risultati negli Usa, cresciuti del 6% a 411 milioni di euro, e straordinario balzo sul mercato russo, che passa da un anno all’altro da 9 a 20 milioni di euro, con una crescita del 122%. Va benissimo anche la Cina, salita a 5,6 milioni di euro per un aumento del 56%. Segno più anche in Norvegia (+19%) e in Canada (+2% a 86 milioni).

 
   
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