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Etichette, l’Italia guida la marcia su Bruxelles

 

Firmati accordi con cinque Paesi Ue in vista della revisione della Pac

     

PADOVA (29 ottobre 2007) – La tutela dei consumatori e dei prodotti agricoli al centro della politica comune per il settore (Pac) con l’introduzione in Europa dell’etichetta d’origine. Questo il fulcro della proposta italiana al forum sull’agricoltura tenutosi presso La Morosina di Codevigo (Padova). Alla presenza dei suoi omologhi di Slovenia, Bulgaria, Romania, Grecia e Cipro, il ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, traccia gli obiettivi futuri, allargando ad est l’asse mediterraneo-balcanico. «Dopo un’azione iniziata con gli accordi di Ibiza di un anno fa tra il premier Prodi e lo spagnolo Zapatero – ricorda lo stesso De Castro – ci prepariamo ad affrontare una lunga e difficile battaglia». «Non si tratta

Etichette d'origine
 
 
 
 
 
 
 
 

di introdurre misure protezionistiche sulle produzioni – spiega il ministro – ma di avviare una seria politica di tutela dei cittadini-consumatori dell’Ue». Per raggiungere questo traguardo, l’Italia ha più volte stretto contatti con vari Paesi europei, nel tentativo di costruire solide alleanze, in cui il Bel Paese si propone come regista nello spingere le istanze condivise da molti  Paesi. «In un’Europa allargata – aggiunge De Castro – è indispensabile stringere alleanze, ma per farlo bisogna conoscersi e scambiare le proprie opinioni facendone poi una sintesi per introdurre delle riforme, quelle che farà il Pac, che siano funzionali, con le opportune risorse, allo sviluppo dell’agricoltura». L’etichetta di origine all’interno dell’Ue, per De Castro, potrebbe essere una sorta di valore aggiunto nel campo del commercio. «Se in Europa – spiega – con il “made in” si farà passare l’obbligo di specificare dove è realmente fatto un prodotto che giunge dall’estero sui nostri mercati, l’etichettatura d’origine nell’alimentare renderà ancora più chiaro ciò che finisce sulla nostre tavole».
Di etichette si è parlato anche al Salone del vino di Torino, dove è stata proposta una mediazione per i messaggi da incollare sulle bottiglie. L’idea che ha accomunato gli esperti è «etichette intelligenti ed educative ad un consumo moderato e responsabile del vino, senza contenere messaggi choccanti». Medici ed esperti hanno rilanciato le proprietà salutistiche del vino e in molti hanno sottolineato che «il vino non c’entra nulla con lo sballo dei giovani e con le stragi sulle strade». «Il vino – sottolineano i medici – ha proprietà anti-ossidanti che ritardano l’invecchiamento, il suo consumo protegge il cuore, contrasta il morbo di Alzheimer ed ha benefici effetti psicologici». A dispetto dei tanti studi favorevoli, non sono rare però le voci contrarie. «Da due-tre anni si sta assistendo a un attacco senza precedenti nei confronti del vino – fanno sapere i critici –. Alcuni sociologi francesi hanno detto che è un veleno e che provoca esclusione sociale, il ministro Ferrero ha affermato che è meglio uno spinello di un bicchiere di vino ed un importante quotidiano italiano ha pubblicato spesso una foto con una bottiglia di vino accanto alla polverina bianca come immagine correlata a servizi sulla droga». Pietro Caviglia, presidente dell’Ugivi (Unione giuristi della vite e del vino) propone, tuttavia, di incollare sulle bottigie «non frasi croccanti, ma un avvertimento se non altro rivolto ai rischi per chi guida».

 
   
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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