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Africa, la Banca mondiale investe sull’agricoltura |
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Dopo 25 anni si punta nuovamente sul rilancio del Continente nero |
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ROMA (25 ottobre 2007) - Per la prima volta il rapporto annuale sullo sviluppo redatto dalla Banca mondiale pone l’agricoltura e la produttività dei piccoli coltivatori in cima all’agenda globale di riduzione della povertà. Il rapporto, uscito pochi giorni fa, è il primo incentrato sull’agricoltura dal lontano 1982. Peraltro, pochi giorni prima dell’uscita del rapporto, una commissione internazionale d’esame aveva criticato la Banca mondiale proprio a causa della negligenza mostrata nei confronti dell’agricoltura in Africa e per la progressiva riduzione del sostegno finanziario a quel settore negli ultimi 15 anni. L’aumento dei prezzi dei beni agricoli, una sempre più forte domanda di biocarburanti, causata dalle |
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crescenti preoccupazioni sui cambiamenti climatici, i prezzi di riso, frumento e mais hanno raggiunto vette da record, rappresentando una fonte di grave inquietudine in particolar modo per l’Africa, dove vive oltre un quarto delle 800 milioni di persone affette da denutrizione cronica. Secondo Jaques Diouf, direttore generale della Fao, e Jean-Michel Severino, direttore generale dell’Agenzia francese per lo sviluppo, per mettersi al riparo dalle endemiche crisi alimentari, l’Africa «ha assolutamente bisogno di attingere al proprio potenziale agricolo e trasformare questa impennata dei prezzi in un’opportunità di sviluppo economico». Più in generale, le 365 pagine del rapporto mettono in chiara evidenza un crescente consenso tra paesi più ricchi, filantropi e governi africani sul fatto che per l’Africa è assolutamente determinante un maggiore investimento pubblico nei principi essenziali dell’economia agricola, dalla ricerca scientifica alla costruzione di strade rurali, dall’irrigazione al credito, fino ai semi e ai fertilizzanti. «Non intendiamo dire che la sanità e l’educazione non siano importanti – precisa Alain de Janvry, uno dei due autori del rapporto – ma nel caso dell’Africa non esiste alternativa all’agricoltura come fonte di crescita». Come hanno sottolineato Diouf e Severino, «lo sviluppo dell’agricoltura africana deve diventare una priorità per far sì che l’Africa possa mettersi nelle condizioni di sfruttare appieno le chances che il settore può offrirle». Per far questo, concludono Diouf e Severino, «a una migliorata competitività dovranno seguire maggiori investimenti in grado di dare una spinta concreta alla produttività: un aspetto che per troppo tempo ha mostrato troppo forti carenze». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||