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Vino, in Italia è crisi per le bottiglie a prezzo medio

 

Guadagnano posizioni le etichette australiane e cilene

 
   

TORINO (25 ottobre 2007) - Sta scomparendo in Italia il ceto medio dei consumatori di vino. Vanno sempre di più le bottiglie a basso prezzo, mentre le etichette d’elite sono ormai destinate soprattutto ai Paesi con economie emergenti. È questa la tendenza che verrà analizzata al Salone del vino da domani a lunedì prossimo nel quartiere fieristico del Lingotto di Torino. Il taglio della spesa e il ridotto potere d’acquisto delle famiglie italiane sta penalizzando anche le bevande alcoliche: nei primi mesi del 2007, la flessione è stata del 6,8% in termini di consumo, del 3% in valore. A soffrirne sono stati soprattutto i vini nella fascia media, con un picco negativo per quelli tra i 10 e i 35 euro. «La tendenza –

Vino
 
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spiegano gli analisti – è quella di un sempre maggiore consumo delle bottiglie a basso prezzo e in questo contesto stanno guadagnando posizioni sia i prodotti spagnoli sia, soprattutto, quelli di Australia e Cile che esportano, rispettivamete, il 75% e l’80% della loro produzione». I migliori vini italiani ormai vengano bevuti soprattutto all’estero: «una bottiglia su quattro del Brunello – aggiungono gli esperti – va negli Stati Uniti, due su quattro sono esportate». Per i produttori italiani è un imperativo diversificare la produzione in due rami, «l’uno di vini in grado di scalare i principali mercati mondiali, l’altro di produzioni destinate a un mercato italiano sempre più tirato».

 
   
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