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Ocse, alimenti primari aumenteranno fino al 50%

   

In particolare l’impennata dei prezzi sarà per la cane, grano e formaggi

 
   

COMO - Rincari alimentari senza frontiere e senza più argini, con prezzi che nell'immediato futuro saranno più alti fino al 50% per beni primari come carne, grano e formaggi. Colpa delle riforme di politica agricola, della domanda di cibo nelle economie emergenti e dell'espansione dei biocarburanti a livello globale. A lanciare l'allarme è stato il direttore del commercio e dell'agricoltura dell'Ocse, Stefan Tangermann, al Forum internazionale dell agricoltura e dell'alimentazione organizzato a Cernobbio da Coldiretti e Studio Ambrosetti. Secondo Tangermann, l'aumento dei prezzi è legato a condizioni congiunturali come i cambiamenti

Ocse
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climatici, i cali produttivi in importanti paesi esportatori, i bassi livelli delle riserve, ma anche a fattori di lungo termine come la crescita della domanda di cibo nelle economie emergenti e l'espansione dei biocarburanti che sono destinati a consolidarsi. Le proiezioni sull'andamento dei prezzi dei cereali da qui al 2016 indicano che, dopo i picchi registrati nel 2007, i prezzi scenderanno solo leggermente per assestarsi su quote comunque alte: il frumento sui 180 dollari a tonnellata, il mais sui 140 dollari a tonnellata, il riso sui 320 dollari a tonnellata e l'olio di semi sui 300 dollari a tonnellata. Per quanto riguarda carne e latticini, le previsioni danno la carne bovina a quota 300 dollari al quintale, la carne di maiale a 160 dollari al quintale, la carne di pollo a 170 dollari al quintale, il burro a 220 dollari al quintale, il latte in polvere sui 250 dollari al quintale. Sul fronte dei carburanti ottenuti dalle coltivazioni agricole, il rappresentante dell'Ocse ha sottolineato come dal 2006 al 2007 la produzione di frumento e di altri cereali è diminuita di circa trenta milioni di tonnellate, mentre quella di cereali per la produzione di etanolo è aumentata di oltre quindici milioni di tonnellate. Le proiezioni da qui al 2016 elaborate dallo studioso indicano che nell' Unione Europea saranno utilizzati per il carburante verde il 12% del grano e il 55% dell'olio di semi.

 

 

 
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