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Pesticidi, Ue dà il via alla revisione della normativa

 

L'Europarlamento ha approvato a larga maggioranza le nuove disposizioni

 
   

ROMA (24 ottobre 2007) - «Un primo passo importantissimo. L’Italia può guidare la battaglia contro queste sostanze». Questo il commento del presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, in merito alla votazione che a Strasburgo ha, di fatto, dato il via libera alla revisione della normativa Ue sui pesticidi. Il Parlamento europeo, infatti, ha approvato in prima lettura e a larghissima maggioranza (455 voti contro 137 e 21 astenuti), una proposta che impone criteri ambientali e sanitari sull’autorizzazione alla commercializzazione dei pesticidi più rigorosi e restrittivi rispetto alla proposta legislativa della Commissione europea. Secondo l’assemblea, le nuove norme dovranno prevedere la sostituzione dei pesticidi più dannosi per

Pesticidi
 
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l’ambiente e la salute con alternative più sicure. Inoltre, il testo approvato dall’Europarlamento prevede l’esclusione dal mercato dei pesticidi non solo cancerogeni, mutageni e teratogeni (che provocano malformazioni del feto), ma anche neurotossici, immunotossici e interferenti endocrini. Allo stesso tempo è stata bocciata la proposta della Commissione di dividere l’Europa in tre macrozone – Nord, Centro e Sud – che impedirebbe a ciascun Stato membro il libero arbitrio sulle sostanze da vietare. «Questo primo risultato è un successo per la salute dei cittadini – aggiunge Della Seta –. A essere vietate sono sostanze che non dovrebbero proprio entrare nella catena alimentare europea dove risultano contaminati il 40% della frutta e della verdura vendute, con un campione su 30 fuori addirittura dai limiti di legge». In Italia la percentuale scende al 30% di tutti i campioni di frutta e verdura analizzati, con un 1,3% oltre i limiti di legge, «Il nostro Paese – conclude il presidente di
Legambiente – è l’unico che ha vietato già una delle sostanze più temibili: il Carbendazim, un fungicida (distruttore endocrino) sospeso dal 2005».

 
   
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