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Ogm: via libera Ue a quattro piante transgeniche

 

Prime reazioni. Flai-Cgil: «Una decisione indecente»

     

ROMA (24 ottobre 2007) - Il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura Ue ha dato il via libera al commercio di quattro prodotti Ogm in Europa. Con la decisione di Bruxelles così entrano sul mercato: il mais 59122 Herculex Rw della Pioneer, altri due mais ibridi transgenici e una barbabietola da zucchero geneticamente modificata. Il voto è giunto dopo che il 26 giugno scorso i rappresentanti dei 27 Stati membri Ue non erano riusciti a raggiungere la maggioranza qualificata. A quel punto in base ai regolamenti della Commissione la palla è passata ai ministri agricoli che hanno confermato la volontà di aprire le porte europee alle quattro piante

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transgeniche. Una decisione che non mancherà di sollevare polemiche dal momento che, specie sul mais Herculex, molti esperti indipendenti hanno espresso fondati motivi di preoccupazione dopo aver rilevato importanti effetti tossicologici. Tanto più che il rapporto presentato dalla Pioneer al momento della richiesta della commercializzazione in Ue ha riportato notevoli variazioni nei parametri del sangue e nel peso del fegato dei topi. Nonostante ciò l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha espresso parere favorevole alla sua introduzione. Parere che evidentemente ha avuto un peso rilevante sulla decisione finale dei ministri Ue. Il mais Herculex è stato geneticamente modificato per produrre le tossine Bt Cry34Ab1 e Cry35Ab1 per la resistenza alla Diabrotica, una larva che attacca le radici della pianta, e con il gene pat che conferisce la tolleranza all'erbicida glusofinate ammonio. L’Herculex è stato approvato per la coltivazione nel 2005 negli Stati Uniti e ora è importata in vari Paesi, tra cui Cina, Australia e Canada. Nell'aprile scorso, ingenti quantitativi di mangimi provenienti dagli Usa nei porti europei sono risultati contaminati da questo mais, e sono stati all'origine di ingenti danni alle aziende importatrici.
Inevitabili le polemiche.
Flai-Cgil - Il segretario nazionale Antonio Mattioli: «Una decisione indecente che deve essere cambiata». «È indecente - ripete Mattioli - che Bruxelles decida prima di tagliare la produzione europea naturale di barbabietola e l'Italia ha dovuto tagliare la sua produzione del 50% e poi dia il via libera sul mercato dell'Unione di barbabietole Ogm». La Flai-Cgil, insieme agli altri sindacati di categoria Uila-Uil e Fai-Cisl, sono impegnati nella difficile riconversione. Per tutto novembre continueranno gli incontri al Mipaaf per definire gli accordi di riconversione. «In quella sede - afferma Mattioli - chiederemo al ministro De Castro di prendere un'ulteriore posizione contro la commercializzazione di questa barbabietola Ogm. Mentre a livello europeo interverremo con la rete dei sindacati di Francia, Spagna e Germania per spingere la Commissione a cambiare la decisione di oggi».
Verdi - «La Commissione europea continua ad autorizzare l'immissione in commercio di prodotti transgenici contro la volontà della maggioranza degli Stati membri e ignorando l'opinione prevalente nei cittadini – afferma il capogruppo della Commissione Agricoltura del Senato, Loredana De Pretis – È un problema di democrazia sostanziale che richiede una forte iniziativa politica del nostro Governo». «La procedura di autorizzazione per gli Ogm – afferma la parlamentare – si fonda su un parere dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare che non effettua autonomi accertamenti scientifici, ma si limita a valutare la documentazione di parte fornita dai proponenti. La Commissione europea aggrava questo vizio di origine – sottolinea De Petris – con una decisione che prescinde dal parere contrario espresso attualmente da 13 Stati membri nel Consiglio dei ministri». A questo punto, conclude, «ci sono tutte le condizioni per una forte iniziativa politica, guidata dall'Italia e dalla Francia, in grado di rimettere in discussione un equilibrio che non garantisce affatto la salute dei cittadini e la conservazione della biodiversità»
Cia - «Una sconfitta per l'Europa, per i suoi cittadini e per i suoi produttori agricoli». Questo il commento della Confederazione italiana agricoltori, che giudica in questo modo il via libera definitivo da parte della Commissione Ue alla commercializzazione del mais transgenico 59122, denominato "Herculex". «La decisione – sostiene l'organizzazione agricola – non ha un carattere democratico e non tiene conto delle indicazioni che vengono da istituzioni importanti come il Parlamento europeo». Quindi, nel ricordare che l'autorizzazione concessa da Bruxelles riguarda anche la commercializzazione di altri tre alimenti biotech (barbabietola da zucchero geneticamente modificata e di due mais ibridi), la Cia afferma che misure del genere «vanno contro le aspettative dei consumatori europei, che più volte si sono espressi contro le colture transgeniche».
Lion - Il presidente della Commissione agricoltura della Camera, Marco Lion, è critico sulla decisione adottata ma non si dice sorpreso dell'autorizzazione alla commercializzazione in Europa di quattro piante transgeniche. «È inaccettabile – afferma in una nota – che sia un organismo tecnico come la Commissione europea a dare assensi su una materia tanto problematica come gli Ogm. È arrivato il momento di revisionare le procedure normative in seno all'Ue». In particolare, sugli Ogm è «indispensabile un nuovo regolamento – conclude Lion – che imponga il no definitivo all'utilizzo in agricoltura di piante transgeniche, senza che ciò incida sulla ricerca in laboratorio».
 
   
   
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