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Vino, l’Italia vuole l’etichetta d’origine

 

De Castro: «Indispensabile senza il divieto sullo zuccheraggio»

     

LUSSEMBURGO (23 ottobre 2007) – L’Italia chiede l’etichetta d’origine sugli alimenti, in quanto ritiene essere un diritto fondamentale del consumatore sapere che cosa contenga il prodotto che acquista. È una battaglia trasversale che va dal vino all’olio d’oliva quella sulla quale il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro, si è confrontato ieri a Lussemburgo, con la commissaria europea dell’agricoltura Mariann Fischer Boel. «Per quanto riguarda il vino – ha spiegato il ministro – l’Italia sostiene la proposta della Commissione Ue di vietare lo zuccheraggio (attualmente autorizzato nel centro e nel nord dell’Europa, ndr); noi non lo vogliamo e quindi ci auguriamo che Bruxelles non

Etichetta d’origine
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molli nonostante i 20 e passa paesi comunitari contrari». «Tuttavia – ha aggiunto – se mai una decisione di compromesso dovesse andare in quella direzione, un obbligo di etichettatura si pone per una questione di trasparenza verso i consumatori». Il tema dell’etichettatura d’origine rientra per l’Italia in una strategia a tutto tondo che riguarda anche l’olio extravergine d’oliva sul quale c’e un braccio di ferro tra Roma e Bruxelles. «Di fatto – ha spiegato De Castro – l’approvazione del decreto sull’etichettatura dell’olio d’oliva rappresenta per l’Italia un motivo negoziale nei confronti del regolamento comunitario (il 1.019 del 2002) che indica l’origine sull’etichetta come facoltativa». «Quel decreto – ha aggiunto – sono pronto a ritirarlo se nella modifica del regolamento comunitario ci dovesse essere un obbligo di etichettatura d’origine nell’olio». Al momento sul tavolo ministeriale, la riforma del vino si presenta come un enorme puzzle nel quale mancano ancora molti tasselli: dal divieto allo zuccheraggio alle misure che dovranno essere finanziate con i fondi che l’Ue metterà a disposizione di ogni paese, dalla regolamentazione sui diritti di impianto alla durata dell’estirpazione dei vigneti. Per questo il presidente di turno portoghese dell’Ue, Jaime Silva, ha invitato il consiglio Ue a riunirsi nuovamente a partire dal prossimo 26 novembre per realizzare un ampio lavoro negoziale, accompagnato da numerosi incontri bilaterali così da poter raggiungere un accordo politico nel mese di dicembre quanto i ministri avranno a disposizione anche il parere del Parlamento europeo.
 
   
   
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