una soluzione radicale: la soppressione dei consorzi e il trasferimento delle loro competenze alle Province. Tra le novità contenute nel testo uscito dalla commissione, da segnalare la formalizzazione delle funzioni
ambientali oltre a quelle tradizionalmente attribuite ai Consorzi (bonifica e irrigazione). Quindi, in futuro, questi enti intensificheranno le attività di difesa del suolo, di tutela della qualità delle acque, di gestione dei corpi idrici e di tutela ambientale attraverso la creazione di corridoi ecologici legati alla rete idraulica superficiale nell'ambito di un Piano generale di bonifica e di tutela del territorio che i Consorzi dovranno predisporre entro 180 giorni dall'insediamento dei Consigli di amministrazione. La nuova normativa introduce anche una significativa novità per quanto riguarda la suddivisione territoriale dei comprensori riducendo a 14 il loro numero (attualmente sono 20). Tale riduzione si pone l'obiettivo di far coincidere maggiormente i comprensori con i nove bacini idrografici del territorio veneto creando dimensioni tali da garantire la convenienza della bonifica stessa ed assicurare, in particolare: funzionalità operativa ed economicità di gestione; azioni ed interventi organici a livello di bacino idrografico ed idraulico; adeguati livelli di partecipazione
dei consorziati e degli enti locali all'attività e all'organizzazione della bonifica.