nelle anticipazioni del commissario Ue all’Agricoltura, Marianne Fischer Boel. Le principali novità vertono su dieci punti: l’aumento del tasso di modulazione; l’introduzione della degressività e di soglie minime di aiuto; l’abolizione di alcuni aiuti parzialmente disaccoppiati; la graduale transizione verso aiuti forfetari a ettaro; la revisione delle misure di mercato; l’abolizione del “set aside”, ossia una forma di riposo del terreno agrario; l’apertura della discussione sulla gestione dei rischi; l’abolizione dell’aiuto per le colture energetiche; la transizione verso l’abolizione delle quote latte; la semplificazione della condizionalità.
Punto 1 - La Commissione dovrebbe proporre il progressivo aumento del tasso di modulazione, che passerebbe dal 5% del 2009, al 7% del 2010, all’11% del 2012, fino ad arrivare al 13% nel 2013.
Punto 2 - Le anticipazioni non ufficiali indicano che la Commissione potrebbe riproporre uno strumento di cui si è parlato in passato, la degressività, cioè la progressiva riduzione degli aiuti diretti secondo percentuali di taglio crescenti al crescere dell’ammontare di aiuti ricevuti. Al taglio dovrebbero essere interessati gli aiuti oltre 100 mila euro. Tra 100 mila e 200 mila euro gli aiuti diretti dovrebbero essere ridotti del 10%. Mentre, tra 200 mila e 300 mila euro il taglio dovrebbe essere portato al 25%. Infine, oltre i 300 mila euro, gli aiuti diretti dovrebbero essere ridotti del 45%.
Punto 3 - La comunicazione di Bruxelles dovrebbe prevedere l’abolizione di quelli applicati nel settore dei seminati. Mentre, in considerazione dei rischi di abbandono di aree vulnerabili, dovrebbe essere mantenuto il regime di parziale disaccoppiamento in favore di alcuni premi del settore zootecnico. Attualmente ben dieci Paesi (Belgio, Danimarca, Spagna, Francia, Olanda, Austria, Portogallo, Slovenia, Finlandia e Svezia) applicano aiuti parzialmente disaccoppiati in questo settore.
Punto 4 - Secondo indiscrezioni, la Commissione dovrebbe proporre il graduale transito (dal 2009 al 2013) della modalità di calcolo del pagamento unico dal criterio storico aziendale (quello, ad esempio, scelto dall’Italia) verso quello forfetario ad ettaro (scelto, ad esempio, da Germania e Regno Unito). Per dirla in maniera più semplice, l’aiuto ricevuto da ciascuna azienda non sarebbe più determinato dagli aiuti che quella stessa azienda ha ricevuto in un periodo storico di riferimento (criterio prediletto dal precedente Commissario all’agricoltura, Fischler) ma dagli aiuti storici mediamente ricevuti dall’insieme delle aziende appartenenti ad una circoscritta area territoriale (presumibilmente le regioni e non lo Stato membro) (criterio prediletto dall’attuale Commissario Fischer Boel). Ciò determinerebbe una redistribuzione degli aiuti all’interno dell’area individuata, a scapito delle aziende in passato orientate verso le produzioni maggiormente sostenute, e in favore di quelle meno avvantaggiate sul fronte della distribuzione degli aiuti diretti. Più grande è l’area di riferimento – e la variabilità delle produzioni con aiuto realizzate nel periodo di riferimento - e maggiore sarà la redistribuzione degli aiuti. Rimarrebbe invece inalterata la distribuzione storica degli aiuti tra gli Stati membri.
Punti 5, 6, 7 - Vengono affrontate le nuove misure di mercato e gestione delle crisi. L’Health check potrebbe essere l’occasione per eliminare le misure di mercato ancora esistenti (ora raggruppate nel nuovo regolamento sull’Organizzazione comune di mercato unica, ancora in attesa di pubblicazione). Tuttavia l’operazione non è semplice come si potrebbe immaginare, visto le attuali turbolenze dei mercati mondiali. Basti pensare che mentre per i cereali nell’attuale campagna si propone l’abolizione dei dazi all’importazione e la fissazione a zero del tasso di set aside, per le carni suine si apre lo stoccaggio privato in seguito agli accresciuti costi di produzione a fronte della debolezza dei prezzi di mercato. Sarebbe opportuno che l’abolizione dei tradizionali strumenti di regolazione dei mercati fosse accompagnata dalla contestuale adozione di adeguate misure di gestione delle crisi di mercato.
Punto 8 - Anche le colture energetiche dovrebbero rientrare nei temi affrontati dalla Commissione. La comunicazione dovrebbe, infatti, contenere la proposta di abolire l’aiuto per le colture energetiche, che hanno dimostrato di rispondere sollecitamente al favorevole andamento della domanda e di non necessitare del sostegno comunitario. Per il 2007 gli aiuti potrebbero essere ridotti del 30 % a seguito del superamento della superficie massima garantita.
Punto 9 - Le quote latte sono destinate ad essere abolite dal 31 marzo 2015. La verifica sullo stato di salute dovrebbe contenere le proposte per un "atterraggio morbido" del sistema, in modo da portare gradualmente a zero il valore delle quote. Tra le misure previste si parla di aumento delle quote latte o di riduzione del superprelievo. L’attuale incremento dei prezzi del latte potrebbe però rendere necessario anticipare ‘adozione di tali misure.
Punto 10 - La comunicazione di Bruxelles del 20 novembre prossimo sulla Pac dovrebbe rivedere anche la lista delle misure che ricadono nei criteri di gestione obbligatoria e dei criteri per la definizione delle buone condizioni agronomiche e ambientali. La revisione dovrebbe basarsi anche sulle conclusioni del rapporto di valutazione sull’applicazione della condizionalità approvato nel giugno scorso.