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Prezzi, dal campo alla tavola +400%    

Coldiretti e consumatori a Bologna puntano sul modello della Bce

 
   

BOLOGNA (16 novembre 2007) - A fronte di una riduzione del 10% dei prezzi, riconosciuti agli allevatori per i maiali, che sono oggi inferiori di un terzo rispetto a quelli di cinque anni fa, i listini di salsicce, salami, prosciutti e braciole continuano a crescere: ciò dimostra concretamente che l’aumento della spesa alimentare non nasce dai campi. È quanto afferma la Coldiretti che, insieme a cittadini e consumatori, ha manifestato a Bologna nell’ambito della mobilitazione nazionale per sostenere il consumo di prodotti made in Italy al giusto prezzo, in riferimento alle maggiori riforme dei mercati agricoli auspicate dalla Banca centrale europea. «L’invito della Bce – sostiene la Coldiretti – va letto alla luce del fatto che la

Rincaro prezzi
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forbice tra prezzi alla produzione agricola e quelli al consumo tende ad accentuarsi ed è quindi necessario lavorare per rendere più chiaro e diretto il percorso del prodotto». Nel complesso, osserva la Coldiretti, «se è vero che è salita a circa 467 euro al mese la spesa che ogni famiglia italiana destina per gli acquisti di alimenti e bevande, è giusto precisare che oltre la metà di questi, per un valore di ben 238 euro (51%) va al commercio e ai servizi, 140 all’industria alimentare (30%) e solo 89 alle imprese agricole (19%), a significare quindi che i prezzi dal campo alla tavola aumentano di 5 volte (+400%)». Inoltre, precisa l’organizzazione agricola, «nella forbice tra prezzi alla produzione e al consumo c’é un margine sufficiente per garantire un’adeguata remunerazione agli allevatori, anche al fine di non aggravare ancora i bilanci delle famiglie».

 

 

 
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