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“Chilometro zero” all’agropirateria estera    

Il progetto della Coldiretti per contrastare le imitazioni del made in Italy

 
   

ROMA (23 novembre 2007) – Nel mercato internazionale sono falsi tre prodotti alimentari su quattro. Per colpa dell’agropirateria il made in Italy agroalimetare ha perso oltre 50 miliardi di euro. È quanto stimato dalla Coldiretti che, per far fronte al problema delle contraffazioni scovate nei diversi continenti, rilancia il progetto “Chilometro zero”. Protagonisti di questa iniziativa i giovani imprenditori agricoli della Coldiretti che, in occasione della Fiera campionaria di Milano, hanno messo in evidenza l’importanza di sostenere il consumo di cibi a stretto legame con il territorio per assicurare la freschezza degli alimenti e la loro rintracciabilità. Secondo uno studio della Coldiretti, infatti, con il consumo di prodotti di stagione e

“Chilometro zero” all’agropirateria estera
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soprattutto locali si possono ridurre notevolmente le emissioni di gas a effetto serra, fino a 1000 chili di anidride carbonica per famiglia. «Le esportazioni di prodotti agroalimentari made in Italy – conclude l’organizzazione agricola – potrebbero quadruplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale che è causa di danni economici, ma anche di immagine».

 

 

 
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