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Il moscato Doc protagonista a Siracusa    

Una tavola rotonda sul valore del prezioso vino

 
   

SIRACUSA (21 novembre 2007) - Sabato prossimo a Palazzo Vermexio a Siracusa esperti, ricercatori, produttori e rappresentanti delle istituzioni a confronto su tradizioni, territorio e origini dei moscati di Siracusa e di Noto Doc. Questi i temi che saranno affrontati nel corso della tavola rotonda organizzata dalla sezione italiana dell’Union européenne des gourmets. L’associazione si propone di contribuire all’accrescimento del valore dei vini dolci siciliani, alla valorizzazione dello specifico territorio di produzione e al recupero intelligente di una tradizione vitivinicola “tutt’altro che spenta”. L’incontro sarà l’occasione per porre all’attenzione degli istituti di ricerca e delle istituzioni politiche le problematiche di

Il moscato Doc protagonista a Siracusa
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sviluppo di questo vitigno, per  far conoscere  ai numerosi ospiti nazionali ed internazionali, nonché agli addetti ai lavori  le peculiarità e le qualità di tali moscati, e al contempo divulgare le bellezze paesaggistiche e monumentali del territorio. «Abbiamo sentito la necessità di avviare un progetto “moscato” – spiega Guido Falgares, console nazionale per la propaganda dell’Ueg – che favorisca l’acquisizione di conoscenze certe sulle specifiche problematiche dei differenti segmenti della filiera (produzione, trasformazione e commercializzazione) al fine di avviare un percorso virtuoso che consenta poi di tutelare e valorizzare il vino moscato». I moscati di Noto e di Siracusa, con una produzione rispettivamente di 65 mila bottiglie e 13 produttori per il primo e 85 mila bottiglie e 6 produttori per il secondo, rappresentano una delle produzioni d’eccellenza dell’enologia siciliana. Resta però da comprendere, e questo sarà uno dei temi principali della tavola rotonda, quali siano le ragioni del gap tra qualità del vino moscato e capacità di penetrazione nel territorio. «Il nostro intento – aggiunge Falgares – è quello di dimostrare che proprio il territorio deve essere parte integrante di un progetto di condivisione culturale finalizzati ad uno sviluppo equo e duraturo, che deve vedere coinvolti in perfetta sinergia istituzioni e soggetti locali».

 

 

 
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