sviluppo di questo vitigno, per far conoscere ai numerosi ospiti nazionali ed internazionali, nonché agli addetti ai lavori le peculiarità e le qualità di tali moscati, e al contempo divulgare le bellezze paesaggistiche e monumentali del territorio. «Abbiamo sentito la necessità di avviare un progetto “moscato” – spiega Guido Falgares, console nazionale per la propaganda dell’Ueg – che favorisca l’acquisizione di conoscenze certe sulle specifiche problematiche dei differenti segmenti della filiera (produzione, trasformazione e commercializzazione) al fine di avviare un percorso virtuoso che consenta poi di tutelare e valorizzare il vino moscato». I moscati di Noto e di Siracusa, con una produzione rispettivamente di 65 mila bottiglie e 13 produttori per il primo e 85 mila bottiglie e 6 produttori per il secondo, rappresentano una delle produzioni d’eccellenza dell’enologia siciliana. Resta però da comprendere, e questo sarà uno dei temi principali della tavola rotonda, quali siano le ragioni del gap tra qualità del vino moscato e capacità di penetrazione nel territorio. «Il nostro intento – aggiunge Falgares – è quello di dimostrare che proprio il territorio deve essere parte integrante di un progetto di condivisione culturale finalizzati ad uno sviluppo equo e duraturo, che deve vedere coinvolti in perfetta sinergia istituzioni e soggetti locali».