favore del budget sono stati 122 Paesi, tra cui l’Italia, mentre sono stati quattro i voti contrari, quello degli Stati Uniti, del Canada, del Giappone e della Svizzera, astenuti Australia e Corea. «Queste risorse – continua Diouf – contribuiranno a stabilizzare l’organizzazione in un periodo di restrizioni finanziarie e a
garantire un maggior equilibrio con i fondi fiduciari volontari». Secondo il direttore generale è necessario, comunque, prima di tutto «lavorare a stretto contatto con i Paesi membri per riformare la Fao affinché possa rispondere meglio alle sfide dei nostri tempi, a cominciare dall'emergenza clima». Il calendario per il 2008 dell’agenzia Onu prevede, dal 3 al 5 giugno, una conferenza di alto livello
sulla sicurezza alimentare mondiale, le sfide dei cambiamenti climatici e le bioenergie, e un incontro, a fine anno, su come fronteggiare l’aumento della domanda alimentare globale
dal 2050. Intanto, la Fao, in merito alla sicurezza alimentare, sta cercando di diffondere le scuole d’agricoltura: luoghi che hanno un ruolo sempre più importante nel fornire le conoscenze indispensabili a garantire sicurezza alimentare e mezzi di sussistenza e in cui si aiutano i bambini orfani o colpiti da Hiv/Aids dell’Africa sub-sahariana. A partire dal 2004, infatti, l’agenzia dell’Onu ha avviato, in partnership con i governi nazionali, le Ong, le istituzioni locali e il Pam, molte esperienze positive di scuole rurali destinate a migliaia di giovani in undici Paesi africani: Camerun, Kenya, Malawi, Mozambico, Namibia, Sudan, Swaziland, Tanzania, Uganda, Zambia, Zimbabwe. «La formazione agricola – fanno sapere dalla Fao – prevede conoscenze sulla preparazione del campo, la semina, la diserbatura, l’irrigazione, la lotta contro i parassiti, l’impiego e la conservazione delle risorse disponibili, la trasformazione alimentare, il raccolto, le capacità di immagazzinamento e il marketing». L’insorgenza della malattia nei genitori o nei familiari rende spesso necessaria la partecipazione dei bambini ai processi di produzione e trasformazione alimentare, e di conseguenza moltissimi ragazze e ragazzi sono costretti ad abbandonare la scuola,
temporaneamente o permanentemente. «Queste strutture – spiega Marcella Villarreal – sono un
tentativo di dare questi orfani gli strumenti e la fiducia necessari per riuscire a sopravvivere in un ambiente spesso molto difficile». Le scuole pongono particolare attenzione all’apprendimento di tecniche di produzione agricola locale che non sono state tramandate a causa della morte precoce dei genitori. Gli studenti imparano come evitare le infestazioni di parassiti e le malattie delle piante e allo stesso tempo imparano anche come proteggersi dai rischi dell’Aids/Hiv e di altre malattie.