La Via, che ha ricordato anche il suo impegno in fase di elaborazione del Psr 2007-2013 a favore della sostenibilità ambientale e della ruralità. «Con questo incontro – ha detto Mulè – si suggella l’impegno della Coldiretti nel contribuire all’informazione di tecnici e imprese». E proprio a loro si sono rivolti gli esperti intervenuti nel dibattito su come utilizzare gli oltre 16 miliardi di euro stanziati dal Piano strategico nazionale di Sviluppo rurale 2007-2013. Per Mauro Agnoletti, professore associato del dipartimento di scienze e tecnologie ambientali e forestali, che ha avviato uno studio in Toscana, «per realizzare dei distretti ambientali in Sicilia bisogna puntare sull’opportunità che la risorsa ambientale che, nell’Isola in particolare, non è replicabile dalla concorrenza perché deriva da stratificazioni culturali e storiche di lungo periodo». Delle conseguenze dell’impatto ambientale e delle modalità per valutarle ha parlato Emanuela Rocco, consulente in certificazione ambientale e sistemi di qualità. «L’importanza delle conseguenze sull’ambiente dipende dalla probabilità che queste si verifichino: effetti negativi della stessa intensità possono avere così diversi livelli di pericolosità». Una strada che la Coldiretti sta percorrendo su più fronti e che «coinvolge professionisti ed esperti». Per studiare tutte le problematiche ambientali la Coldiretti regionale ha attivato un gruppo di lavoro costituito da 10 tecnici, una versione locale del Gruppo 2013 di Coldiretti Italia, che si occupa dell’individuazione di criticità in ambito agroambientale per poi avviare un dialogo con l’amministrazione sia regionale che nazionale. Il seminario di oggi è stato solo la prima tappa di un progetto d’informazione che si concluderà ad aprile. Il prossimo appuntamento con Coldiretti Sicilia sarà a Trapani, il 28 febbraio 2008, per fare il punto sull’Ocm vino.